Specialistiche a Ragusa: finalmente!

E’ il caso di dirlo : finalmente!

Benché con un ritardo notevole rispetto alla cugina catanese, le lauree specialistiche della sede di Ragusa sono ufficialmente, e finalmente,  partite martedì scorso. Per una sorta di legge del contrappasso, stavolta saranno gli alunni a sentirsi accerchiati dai professori: a onor del vero infatti sono solo sette gli studenti che si apprestano ad affrontare questa avventura relativamente nuova (solo un anno di vita) a Ragusa.

Lo slittamento dell’inizio delle lezioni dovuto alla proroga concessa per le iscrizioni (sia per permettere ai laureati dell’ultima sessione di accedere alle lauree di 2° livello ma anche per aver un numero di allievi che non rasentasse l’unità) ha comunque creato qualche inconveniente: sarà difficile, per non dire impossibile (ma non ci sentiamo, noi, di dare dei limiti alla Provvidenza o a vari Provveditorati), seguire a marzo materie del primo e del secondo semestre.

Peraltro alcuni studenti risultavano assenti alla presentazione dei corsi: l’Erasmus non li ha ancora restituiti alle sudate carte. Anche per questo motivo, validissimo, solo poche lezioni inizieranno adesso, come Letterature italiana ed europee (e a vederne il programma vien voglia di laurearsi in fretta). Le altre inizieranno a Marzo, quando, si spera, sarà più certo il numero degli studenti e meno nebuloso il piano di studi di ognuno.

Ci permettiamo di fare due piccolissime osservazioni a margine:
1) E’ davvero desolante vedere solo sette laureati. Speriamo di essere in ritardo (cioè ci farebbe piacere che  in altre sedi ed ambiti l’argomento fosse già stato affrontato) nel dire che bisogna rivedere i piani di studi delle lauree triennali.
2) Ammantandoci di ottimismo (il periodo lo esige), crediamo che questa precarietà, questa incertezza, questa novità, potrà spingere professori ed allievi a sperimentare metodologie nuove di insegnamento, ad osare programmi diversi, alternativi, ad instaurare un miglior rapporto allievo-maestro. Insomma ad essere pionieri.

A tutti loro, e a  noi, un  in bocca al lupo.


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