Sicurezza, consiglieri scrivono al Prefetto «Pattugliamenti serali insieme all’esercito»

«Nel weekend si riversano nelle strade del centro un numero di cittadini pari a quello che affolla i nostri stadi, pertanto il dispiegamento di poche decine di unità di polizia e carabinieri non è affatto adeguato a garantire i livelli di sicurezza minimi». E’ alla luce «dell’escalation di fatti criminali  e di attività illecite nel centro e in particolare nelle aree adiacenti a piazza Teatro Massimo», che i due consiglieri comunali Agatino Lanzafame ed Elisabetta Vanin, del gruppo Con Bianco per Catania, hanno scritto una lettera al prefetto e al questore di Catania. Per chiedere «un piano straordinario di interventi per garantire la pubblica incolumità». E suggerendo allo stesso tempo alcune soluzioni, come l’utilizzo dei pattugliamenti misti, forze dell’ordine insieme all’esercito, che già effettua servizi ma solo nelle ore diurne e spesso non nelle zone più calde. Senza dimenticare la parte che deve giocare l’amministrazione comunale, chiamata secondo i due consiglieri, «a far rinascere il centro storico promuovendo iniziative culturali, musicali e ricreative».

L’intervento di Lanzafame e Vanin arriva a seguito di numerosi episodi di piccola criminalità avvenuti in centro: dagli scippi ai turisti, alle aggressioni da parte di persone in stato di ebbrezza, fino alla frequente attività di spaccio di droga e alle violenze di baby gang a danno soprattutto di altri adolescenti e giovani. «Le strade cittadine sono invase da vere e proprie bande che con arroganza perpetrano atti di violenza sugli avventori, per non parlare degli atti di vandalismo nei confronti delle proprietà private e dei beni pubblici», scrivono i consiglieri.

Violenze e attività criminali, come scippi e spaccio, che «rendono sostanzialmente invivibili e pericolose tutte le vie adiacenti a piazza Teatro Massimo». A questo si aggiunge la cronica presenza dei parcheggiatori abusivi, «spesso vera e propria espressione della criminalità organizzata – si legge nella lettera che, nonostante il dispiegamento di forze da parte del Comune per la loro repressione, non possono essere sconfitti se non con l’ausilio fondamentale di polizia e carabinieri». Un pericolo, ma anche «un freno allo sviluppo economico e culturale del centro storico».

L’appello è quindi «non lasciare il Comune solo nell’attività di repressione e prevenzione. La maggiore presenza di vigili urbani – specificano – garantita dall’amministrazione infatti, pur costituendo una misura preziosa per arginare i fatti di violenza, è evidente che non può essere sufficiente da sola per affrontare in maniera efficace quella che si caratterizza come una vera e propria emergenza». Chiedono quindi più forze dell’ordine, quindi, durante tutta la settimana nelle ore serali in centro. Anche grazie alla collaborazione dell’esercito. «I pattugliamenti misti sarebbero senz’altro più efficaci se attuati in ore e zone sensibili nelle quali si assiste ad un maggior concentramento di gente e di potenziali situazioni di illegalità. E’ innegabile che la presenza di pattuglie interforze nelle ore serali a presidio delle zone calde sarebbe più incisiva di quella  itinerante in ore diurne lungo le principali arterie della città».

Lanzafame e Vanin allo stesso tempo sanno bene che la repressione non è sufficiente da sola. «Siamo certi che il Comune si impegnerà in una attività di rilancio del centro storico andando oltre le logiche emergenziali». Uno strumento utile, secondo i consiglieri, potrebbe essere «un tavolo permanente che si occupi della sicurezza e della riqualificazione del centro storico nonché dello sviluppo dell’economia locale che veda presenti non soltanto tutti i soggetti istituzionalmente responsabili, ma altresì i rappresentanti dei comitati di residenti, delle associazioni di categoria degli esercenti e dei protagonisti del mondo della cultura catanese».


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Agatino Lanzafame ed Elisabetta Vanin chiedono al prefetto e al questore «un piano straordinario di interventi per garantire la pubblica incolumità in centro nelle ore serali». La missiva arriva dopo una serie di atti di piccola criminalità - scippi, aggressioni, spaccio - contro cui tutte le istituzioni sono chiamate ad intervenire. Dalle forze dell'ordine all'amministrazione comunale

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