Sicilia, la politica chiacchiera e le imprese chiudono

“Sarà un pessimo Natale per centinaia di piccole e medie imprese artigiane su cui pesano tassazioni ormai al di là di ogni limite, senza alcuna agevolazione che permetta loro un’alternativa diversa a quella della chiusura”.

A dichiararlo è il presidente di Confartigianato Imprese Palermo, Nunzio Reina (nella foto sotto a destra), che in vista delle festività stila un primo bilancio delle imprese che chiederanno la cancellazione dagli elenchi della Camera di Commercio e procederanno a conseguente chiusura.

“Mentre la Regione decide il da farsi le imprese muoiono. Soltanto teorie, fatti zero. Serit, costi d’impresa, utenza: gli artigiani chiedono aiuto e lo fanno anche chiamandomi quotidianamente, ma noi associazioni, a questo punto, ci sentiamo impotenti”.

“Il Fisco è forte con i deboli e leggero con i ricchi – conclude Reina -. Per questo entro l’anno il numero delle 1500 imprese artigiane che hanno già chiuso i battenti è destinato inevitabilmente ad aumentare”.

Confartigianato presenta anche i dati relativi alle imprese iscritte alla camera di Commercio di palermo che hanno chiuso i battenti.

Al 19 novembre 2012 le cancellazioni dagli elenchi della Camera di Commercio sono 1180. Nel corso dell’ultima riunione ne sono state effettuate altre 50. Altre 150 le pratiche per cui è stata presentata la cancellazione, più altre 350 in fase di definizione.

“Nel dettaglio – precisa Nunzio Reina – tra queste 350, 99 cancellazioni riguardano il settore dell’edilizia, 34 attività di alimentari artigiane (panificatori), 30 attività nel settore meccanico, 22 nel settore legno, 20 nell’impiantistica e 20 acconciatori”.

“Insomma – conclude il presidente – è una corsa verso il baratro. La Regione ha il dovere di intervenire, di offrire delle opportunità valide alle imprese”.

 


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