A 24 ore dall’election day per i siciliani. Le tante domande a cui la politica deve rispondere

Non erano pochi, in Italia, ad ipotizzare – con un contesto interno e internazionale sempre più fluido e complicato – una crisi di governo. C’era una sessione di bilancio da affrontare con un Pnrr appena avviato, un pauroso aumento dei costi dell’energia con cui fare i conti, un’inflazione tornata a due cifre e una guerra che, oltre a tenere tutti con il fiato sospeso, annunciava gravi ripercussioni sull’economia. Per non parlare dei problemi di sempre, quali – per citarne alcuni – il lavoro che c’è e non c’è, la disoccupazione, i giovani divisi tra chi sceglie di emigrare e chi non studia né cerca lavoro. Invece, nonostante un governo sostenuto dalla quasi totalità delle forze politiche presenti in Parlamento, la crisi non solo non è stata evitata, ma è stata addirittura cercata e agevolata. E così, senza neanche dare il tempo al presidente della Repubblica di finire di apporre la propria firma al decreto di scioglimento delle Camere, la macchina elettorale ha posto fine al rullare dei motori da tempo avviati per mettersi subito in movimento.

Che le elezioni fossero attese è dimostrato dal tono assunto sin da subito della campagna elettorale, dominata dall’impegno a non lasciare nulla di intentato. Si spiega così il tono delle prime battute concentrate, più che sulle analisi, sulle promesse – dalle pensioni minime a mille euro alla flat tax per tutti; dall’abolizione della legge Fornero al taglio dell’Irap; dalla riduzione dei costi del lavoro alla creazione di un milione di posti di lavoro; dalla rottamazione delle cartelle all’accredito delle spese detraibili direttamente sul conto corrente; da nuovi interventi a sostegno di famiglie e imprese alla scuola dell’infanzia gratuita e obbligatoria.

Un grande fervore che tutti hanno alimentato attraverso una irrefrenabile gara a chi la sparava più grossa. Ma non è finita, visto che la stessa voglia di stupire ha animato lo spirito con cui i vari partiti si sono dedicati compilazione delle liste. Un impegno non indifferente, questo, che, tra fibrillazioni e sorprese, non ha privato di nulla: dalle conferme più o meno scontate alle esclusioni clamorose; dalle rinunce polemiche ai ritorni annunciati; dalle alleanze abortite a quelle composte e ricomposte; dal piazzamento in un collegio “sicuro” ai numerosi “paracadute” lanciati qua e là su tutta l’Italia (isole comprese). Un’opera certosina condotta con fantasia e inventiva, senza trascurare calcoli, somme e percentuali.

Dopo le sparate iniziali, ci saremmo aspettati qualcosa di più serio e costruttivo, invece abbiamo dovuto sorbirci la solita politica urlata, tesa esclusivamente alla denigrazione dell’avversario cui il clima da campagna elettorale permanente ci ha da tempo abituati. Ci saremmo aspettati che gli annunci ad effetto cedessero il passo alle analisi e ai ragionamenti. Ci sarebbe piaciuto capire con quali risorse sarebbero state finanziate le novità da tutti annunciate. Ci è stato sempre detto che le tasse servono ad assicurare i servizi e a migliorare la vita del Paese: come si farà ad assicurare servizi e investimenti se molte tasse verranno tagliate e altre verranno ridotte? E che fine farà il debito pubblico, per miracolo scomparso dai radar del dibattito politico? Intanto domenica si vota e, mentre da più parti non si fa mistero degli esiti pressoché scontati e plebiscitari, bisogna fare i conti con la reazione di quel Paese reale sempre più distante dal Paese legale che manifesta sfiducia nei confronti della politica attraverso il disinteresse e la protesta che nascono dalla delusione. Atteggiamenti, questi, cui si deve quell’astensionismo cui potrebbero dare una grossa mano i numerosi indecisi. Il rischio che si corre è quello della rappresentatività, visto che un astensionismo molto elevato non solo sminuirebbe l’autorevolezza dello schieramento che atterrebbe la maggioranza su un numero di votanti lontano dagli aventi diritto, ma indebolirebbe alche la minoranza, con effetti non trascurabili sulla dialettica cui si deve la sintesi dopo il confronto, lo scontro, la mediazione e il compromesso.

Non è da escludere che alla fine ci saranno coloro che, o per esercitare il diritto-dovere sancito dalla Costituzione o per un rigurgito di voglia di partecipazione, desisteranno dall’iniziale proposito di disertare le urne e si recheranno al seggio, ma il problema rimarrà irrisolto. Toccherà ai partiti affrontarlo, sperando che non commettano errori. Infatti sbaglieranno se, invece di interrogarsi sulle cause, continueranno, come purtroppo hanno fatto finora, a sottovalutare il fenomeno e a liquidarlo come esempio di qualunquismo o come trionfo dell’antipolitica.


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Dal controllo della velocità alla segnalazione di un imminente pericolo. Sono gli Adas, i sistemi avanzati di assistenza alla guida che aumentano non solo la sicurezza, ma anche il comfort durante i viaggi in auto. Più o meno sofisticati, i principali strumenti Adas sono ormai di serie nelle auto più nuove, come quelle a noleggio. […]

Un aiuto concreto ai lavoratori per affrontare il carovita. Ma anche un modo per rendere più leggero il contributo fiscale delle aziende. Sono le novità introdotte dalla conversione in legge del cosiddetto decreto lavoro, tra cui figura una nuova soglia dell’esenzione fiscale dei fringe benefit per il 2023, portata fino a un massimo di 3mila euro. […]

Una festa di colori ha animato la mattinata della piazza centrale di Grammichele, in provincia di Catania. «Fai super la raccolta differenziata» è la frase sulle magliette – blu, rosse, verdi e gialle – di migliaia di studenti e studentesse delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del territorio del Calatino. Tutti […]

«Era come avere la zip del giubbotto chiusa sopra e aperta sotto: ecco, noi abbiamo voluto chiudere la zip di questo giubbotto». Indispensabile se si parla di Etna, dove fa sempre fresco. È nato così CraterExpress, la nuova proposta che permette di raggiungere la vetta del vulcano a partire dal centro di Catania, con quattro […]

Quannu è a siccu e quannu è a sacco (quando è troppo poco e quando è troppo). La Sicilia non ha moderazione. Si passa agevolemente, piroettando come ginnasti artistici sul cavallo con maniglie (dell’ammore), dalle mostre monstre di Manlio Messina a Cannes allo stand dell’assessorato ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana al Salone del Libro […]

Dodici mesi, 52 settimane e 365 giorni (attenzione, il 2024 è bisestile e quindi avremo un giorno in più di cui lamentarci). Un tempo legato da un unico filo: l’inadeguatezza. Culturale, innanzitutto, ma anche materiale, davanti ai temi complessi, vecchi e nuovi. Difficoltà resa evidente dagli argomenti che hanno dominato il 2023 siciliano; su tutti, […]

Il seme del cambiamento. Timido, fragile e parecchio sporco di terra, ma è quello che pare stia attecchendo in questi ultimi mesi, dopo i più recenti episodi di violenza sulle donne. In principio, quest’estate, fu lo stupro di gruppo a Palermo. In questi giorni, il femminicidio di Giulia Cecchettin in Veneto. Due storie diverse – […]

Mai come in campagna elettorale si parla di turismo. Tornando da Palermo con gli occhi pieni dei metri di coda – moltiplicata per varie file di serpentina – per visitare la cappella Palatina e qualunque mostra appena un piano sotto, lo stato di musei e beni archeologici di Catania non può che suscitare una domanda: […]

Riforme che potrebbero essere epocali, in termini di ricaduta sulla gestione dei territori e nella vita dei cittadini, ma che sembrano frenate dalla passività della politica. Sembra serena ma pratica- e soprattutto, attendista – la posizione di Ignazio Abbate, parlamentare della Democrazia Cristiana Nuova chiamato a presiedere la commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana. Quella […]

Dai rifiuti alla mobilità interna della Sicilia, che avrà una spinta grazie al ponte sullo Stretto. Ne è convinto Giuseppe Carta, deputato regionale in quota autonomisti, presidente della commissione Ambiente, territorio e mobilità all’Assemblea regionale siciliana. Tavolo di lavoro che ha in mano anche due leggi su temi particolarmente delicati: urbanistica e appalti. Con in […]

Dall’agricoltura alle soluzioni per il caro energia; dalle rinnovabili di difficile gestione pubblica allo sviluppo delle imprese bandiera del governo di Renato Schifani. Sono tanti, vari e non semplici i temi affidati alla commissione Attività produttive presieduta da Gaspare Vitrano. Deputato passato dal Pd a Forza Italia, tornato in questa legislatura dopo un lungo processo […]