Scontro De Luca-Romano, il sindaco va al contrattacco «Astioso perché non ho detto sì a scambio di 5mila voti»

Questa mattina mentre le agenzie di stampa battevano i lanci sulle dichiarazioni di Saverio Romano sul presunto sabotaggio subito in occasione delle Europee, Cateno De Luca pubblicava su Facebook una foto con Ciccio, il suo cane. Uno scatto che lo stesso sindaco di Messina ha usato per motivare la momentanea – a dire il vero molto breve, meno di 24 ore – assenza dai social network: «Scusatemi, per qualche giorno ho staccato per stare con i miei familiari», ha scritto. Il sottotesto riguardava il carattere meritevole di questa pausa, date le indubbie soddisfazioni venute fuori dalle urne per De Luca: essere stato determinante nell’assegnazione del seggio a Giuseppe Milazzo – il candidato di Gianfranco Miccichè finito al centro del cosiddetto patto della madonnina con vista futura, almeno è ciò che spera il primo cittadino, su palazzo d’Orleans – ed essere riuscito a portare la fidata Dafne Musolino a concludere la competizione con oltre 47mila preferenze e la soddisfazione di essere la più votata per distacco in casa Forza Italia a Messina, a un manciata di preferenze anche dal capo della Lega Matteo Salvini.

Come detto però, mentre De Luca riabbracciava i propri follower, dall’altra parte dell’Isola Saverio Romano non le mandava a dire. Davanti ai giornalisti, parlando di quella che ha definita una «crociata» contro la propria persona messa in atto dal coordinatore di Forza Italia in Sicilia, Romano ha lanciato una stoccata anche al sindaco messinese e alla sua ambizione, tutto fuorché celata, di diventare il prossimo presidente della Regione. «Scenario improbabile», lo ha definito l’ex ministro che, da presidente di Cantiere popolare, lo scorso autunno aveva contrattato, proprio con Miccichè, l’idea di una lista unica per le Europee con il sostegno di centristi e autonomisti. Un accordo ribattezzato patto di Cefalù, ma che è stato messo da parte dallo sviluppo delle vicende sull’asse Palermo-Messina.

E così mentre Miccichè ha provato a buttare un po’ di acqua sul fuoco auspicando che il dialogo tra azzurri e centristi possa proseguire dando vita a un nuovo contenitore moderato, nel tardo pomeriggio è stato De Luca a lanciare l’affondo. Per farlo ha scelto un video su Facebook, così come fatto sabato scorso quando è apparso davanti all’obiettivo maneggiando una marionetta a propria somiglianza, per invitare a prendere le distanze da lobby e pupari – tra i quali Romano – che avrebbero messo in ginocchio la Sicilia. Il tutto in pieno silenzio elettorale. «Ho appreso che Saverio Romano ha fatto riferimento a me e al patto della madonnina sottoscritto con Gianfranco Miccichè, che vedrebbe la mia persona come futuro candidato alla presidenza della Regione – ha detto De Luca -. Io ho sostenuto Musumeci e se vorrà ricandidarsi lo continuerò a sostenere». L’attacco frontale arriva poco dopo: De Luca ha parlato di un presunto tentativo di Romano di chiudere un accordo a ridosso del voto per un sostegno reciproco tra lui e Musolino. «Tale astio forse – ha continuato – è dovuto al mio rifiuto circa la sua richiesta di un patto nell’ultima settimana di campagna elettorale, che prevedeva uno scambio reciproco di cinquemila voti che gli avrebbero consentito di superare Giuseppe Milazzo?».


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