Aiutare i giovani a orientarsi, in modo ancora più ampio: prima e dopo la laurea. È stata la missione del Salone dell’Orientamento dell’Università di Catania, l’evento annuale che, per il 2026, si è tenuto dal 14 al 17 aprile. Dedicato, per la prima volta, non solo alle future matricole. Perché, tra i quasi 30mila giovani che hanno […]
Il Salone dell’Orientamento di UniCt, tra corsi e opportunità di lavoro: «Per scegliere di restare in Sicilia»
Aiutare i giovani a orientarsi, in modo ancora più ampio: prima e dopo la laurea. È stata la missione del Salone dell’Orientamento dell’Università di Catania, l’evento annuale che, per il 2026, si è tenuto dal 14 al 17 aprile. Dedicato, per la prima volta, non solo alle future matricole. Perché, tra i quasi 30mila giovani che hanno affollato il Centro Universitario Sportivo (Cus) etneo c’erano anche laureati e laureandi, interessati all’offerta di corsi magistrali, master e percorsi di ricerca di UniCt. Ma anche per orientarsi nel mondo del lavoro. «Abbiamo lavorato per coinvolgere anche le scuole di province più lontane – spiega il rettore Enrico Foti -. Oltre alla novità di quest’edizione, che è stata la presenza strutturata delle imprese. Con il contributo della Fondazione Siciliae Studium Generale 1434, abbiamo portato le aziende a confrontarsi con gli studenti, raccontando i percorsi che stiamo sviluppando insieme».
L’offerta di UniCt

Durante i quattro giorni, è stato possibile conoscere da vicino – confrontandosi con docenti e tutor – i 17 dipartimenti in cui si articola l’università etnea e i loro oltre cento corsi di studio. Tra gli stand, anche quello della Scuola Superiore di Catania, il centro di alta formazione di UniCt, e dei poli universitari di Siracusa e Ragusa. Un’occasione utile anche per scoprire servizi e agevolazioni e porre tutte le proprie domande su immatricolazioni, iscrizioni e trasferimenti da altri atenei. Oltre ai laboratori del progetto OUI, ovunque da qui, dedicato proprio all’orientamento nelle scuole, durante il Salone è stato possibile confrontarsi con gli esperti attraverso colloqui individuali e discutere di placement per conoscere gli sbocchi lavorativi e le opportunità di carriera dei vari corsi. Insieme a workshop ed eventi – dallo sport alla musica – animati dalla comunità studentesca di UniCt.
L’incontro con le imprese
L’edizione 2026 ha visto anche la premiazione di alcuni ex alunni di successo: la schermitrice medaglia olimpica Rossella Fiamingo, il giudice della Corte penale internazionale Rosario Aitala, il direttore dell’Ilek all’università di Stoccarda Lucio Blandini e il capo dell’Italy Investment Banking Riccardo Mulone. «Eccellenze di livello internazionale che rappresentano la prova più evidente e orgogliosa della capacità del nostro ateneo di generare talenti in tutti i campi», sottolinea il rettore. Talenti che si spera possano rimanere sull’Isola, anche grazie a iniziative come il Career Day Unict. Un momento di confronto diretto tra domanda e offerta: 28 imprese partner dell’università hanno illustrato le loro posizioni lavorative aperte, a cui è stato possibile candidarsi.
Obiettivo: studiare e lavorare in Sicilia
Opportunità che sottolineano il ruolo di UniCt sul territorio, a cui punta anche il lavoro dei delegati del rettore, tra cui i docenti Giuseppe Speciale (Didattica) e Cosimo Gianluca Fortuna (Politiche per l’Orientamento). «Questo è un percorso che prosegue – annuncia quest’ultimo -. Anche con le aziende, colpite dall’ampia partecipazione di questi giorni». Con loro, anche la professoressa Violetta Brundo (referente del progetto OUI). Che commenta: «Credo sia stata l’edizione più riuscita degli ultimi anni, con oltre la metà dei ragazzi che ha assistito ai laboratori pomeridiani, segno di un interesse concreto – spiega. – Ma il risultato più importante è la straordinaria risposta della nostra comunità accademica. Con oltre 1200 studenti, dottorandi e specializzandi che hanno partecipato con consigli autentici e immediati ai loro coetanei». «Noi abbiamo voluto accompagnarli in quella che, per me, è la missione della mia governance – conclude Enrico Foti -. Ossia la scelta di studiare e lavorare in Sicilia».