Nino Milazzo, giornalista dalla grande umanità Narratore di fatti e cambiamenti del Novecento

Ancora un lutto per la stampa catanese. Pochi mesi dopo Tony Zermoscompare all’età di 91 anni un altro cavallo di razza dell’informazione nazionale: Nino Milazzo, nato il 16 gennaio 1930 a Biancavilla, ma catanese di fatto. Più che come storica firma de La Sicilia, dove era approdato nel 1957 dopo le precedenti esperienze al Giornale dell’isola e all’ Espresso sera, o per la sua esperienza al Corriere della Sera – dal 1978 al 1987, arrivando a ricoprire anche la carica di vicedirettore – o come cofondatore de L’Indipendente nel 1991 (con la funzione di vicedirettore vicario) o come direttore responsabile dell’emittente televisiva Telecolor (dal 2000 al 2006), mi piace ricordarlo come una bella persona. Bisogna sottolineare la sua grande umanità, della quale ho avuto il privilegio di avere avuto prova nel corso di un incontro occasionale durante la Sagra della Fragola di qualche anno fa a Maletto, quando la sua gentilezza e la sua pacatezza, sommergendo i miei timori reverenziali, mi regalarono l’immagine di un uomo assai lontano dalla supponenza collegabile alla sua storia professionale.

Anche lui, nel corso della sua lunga attività, ha attraversato buona parte del Novecento, come testimoniano le sue tante pubblicazioni. Di queste, ci piace ricordare Il mio Novecento. Memorie del secolo breve (Domenico Sanfilippo Editore, 2017), una raccolta di articoli, reportages e commenti scritti per La Sicilia e il Corriere della Sera, nei quali, assieme a personaggi e protagonisti, trovano spazio fenomeni ed eventi che testimoniano i cambiamenti intervenuti nella vita e nei costumi dagli anni Cinquanta in poi del cosiddetto secolo breve. Mentre mandiamo a Nino Milazzo il nostro saluto, rivolgiamo ai familiari le condoglianze da parte del Gruppo Rmb e dalla nostra redazione. 


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