Riccardo Nuti: “Non ci sono soldi per precari di Palermo”

I candidati a sindaco di Palermo non illudano i precari della città, perché non ci sono più soldi per mantenerli. Ad affermarlo, senza tentennamenti, è Riccardo Nuti, candidato del Movimento a 5 stelle Riccardo Nuti. Il riferimento è rivolto a quei precari che sono rimasti fuori dalla dalla ‘stabilizzazione’, ovvero ai circa mille e 800 precari della Gesip, la società creata nei primi anni del 2000 dal centrodestra che, in quegli anni, governava a palermo e alla regione siciliana.

Nuti questo lo ha detto al termine di un’assemblea convocata oggi, a Palermo, nei saloni del cinema ‘Marconi’, dai precari della Gesip. Il candidato a sindaco di Palermo del Movimenti a 5 stelle parla dicendo pana a pane e vino a vino: “Basta con le favole e le continue prese in giro ai lavoratori – dice Nuti-. Si continua solo a prendere in giro il personale. Non ci sono i soldi e i candidati a sindaco non possono promettere nulla, se non favole. Ci sono dipendenti che comprendono tutto ciò e alcuni che preferiscono illudersi, ma il Movimento Cinque Stelle dice chiaramente che questo esubero di personale, creato dalla politica clientelare di questi anni, e tutti gli sprechi amministrativi che sono sotto gli occhi di tutti, la città di Palermo e tutti i palermitani non possono più tollerarli”

Durissimo l’attacco di Nuti ai suoi avversari candidati a sindaco: “Si smetta di dire, come ha fatto Ferrandelli (Fabrizio Ferrandelli, candidato dei ‘Poli civici e del Pd’ ndr), che fra le soluzioni c’è la reinternalizzazione, perché, come scritto dalla Corte dei Conti il 3 febbraio scorso, questo non è più possibile. Si smetta di dire, come hanno fatto gli altri candidati presenti, che il personale può essere spostato nelle altre Aziende, perché anche le altre Municipalizzate sono alla canna del gas o, nel migliore dei casi, sono messe male”.

“Si parta da questi assunti – continua Nuti – per risolvere un problema che si ripete ogni tre, quattro mesi, e culmina sempre in prossimità delle elezioni, per creare bacini elettorali da illudere. C’è un chiaro problema di esubero di personale fra tutte le partecipate, altrimenti come si spiega che Torino ha 11000 dipendenti contro i circa 22000 di Palermo?”.

“Quello della lotta agli sprechi deve essere il leit motiv – aggiunge Nuti – dell’amministrazione. Gli sperperi non devono essere più tollerati. Si cominci, ad esempio, col tagliare i gettoni di presenza dei consiglieri comunali, che vengono erogati anche per brevi presenze in aula e nelle commissioni. Sono un vero scandalo e, sopratutto, sono irrispettosi nei confronti di tutti coloro che lavorano e vogliono lavorare onestamente”.

“Non si aspetti – conclude Nuti – il 31 dicembre per avviare le liberalizzazioni previste per legge, ma si proceda subito, come diciamo da tempo, con un piano in tre step. Primo: analisi di mercato, che individui i servizi per i quali l’ iniziativa privata può garantire obiettivi e qualità. Secondo: predisposizione della delibera quadro che individui i servizi di rilevanza economica. Terzo: controllo serio degli standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale”.

 

 


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