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Palermo, le nuove regole per il carico e scarico merci: tra caos ed eterna illusione di ordine

Nuove regole a Palermo per il carico e scarico delle merci. C’è voluta l’ordinanza dirigenziale, quella n. 664 del 27 aprile 2026, per ricordarci che, in teoria, una città civile dovrebbe avere orari per scaricare cassette di frutta e scatoloni senza paralizzare il traffico. Ma a Palermo, si sa, la teoria è un genere letterario che non incontra il favore del pubblico.

Le nuove regole sul carico e scarico merci a Palermo

Il provvedimento firmato dall’area della polizia municipale prova a mettere ordine in un far west che dura da decenni. L’obiettivo dichiarato è «razionalizzare» e «armonizzare». Termini eleganti per dire che, fino ad oggi, ognuno ha fatto quello che voleva. La nuova norma stabilisce paletti rigidi per i mezzi inferiori alle 3,5 tonnellate, cercando di incastrare le esigenze dei commercianti con il diritto dei cittadini di non essere travolti da un furgone mentre passeggiano in un’area pedonale.

Il gioco degli orari: una gimkana tra i divieti

Secondo il documento, i corrieri dovranno d’ora in poi consultare l’orologio con precisione svizzera. Una pratica che a queste latitudini suona quasi esotica quella delle regole sul carico e scarico merci a Palermo. Ecco il nuovo spartito della logistica urbana per i giorni feriali. Nella Ztl centrale la sosta consentita solo all’alba (dalle 4 alle 7), a metà mattina (dalle 10 alle 12) e in un rapido passaggio pomeridiano (dalle 15.30 alle 16.30). Nelle aree pedonali, invece, l’accesso è limitato a tre finestre temporali: dalle 6 alle 7, dalle 9 alle 10 e dalle 15.30 alle 16.30. Invece nel resto della città si resta ancorati alla vecchia ordinanza del 2004, con orari che includono persino la fascia notturna.

L’immobilismo al sapore di scontrino

La genesi di questo provvedimento è l’emblema del metodo palermitano. Si è dovuti arrivare a una «concertazione» con le associazioni di categoria, culminata con un’istanza della Fiepet Confesercenti di aprile 2026, per ammettere che il sistema precedente era un colabrodo. Si parla di «necessità di garantire la sicurezza» e «tutela ambientale», concetti che suonano quasi ironici se si osserva l’anarchia quotidiana di via Roma o del Cassaro.

Il solito pezzo di carta?

L’Amat è già stata incaricata di aggiornare la segnaletica. Ma basterà un cartello nuovo per cambiare la mentalità di chi considera il marciapiede un’estensione del proprio magazzino? L’ordinanza abroga ogni disposizione contraria del passato, nel tentativo di fare tabula rasa di anni d’inosservanza.


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