Regionali, addio per sempre alla carriera

I dipendenti regionali stanno per ricevere il regalo di Natale da parte del governo regionale: il blocco della carriera per tutta la vita lavorativa. La Regione, infatti, assumerà un numero imprecisato di dipendenti, tutti nelle qualifiche medio-alte, con un disegno di legge (ddl) che rischia di diventare un grande carro sul quale far salire una platea di precari di ogni tipo, sponsorizzati dal deputato di turno, con una quota di riserva irrisoria per i dipendenti di ruolo (il 10 per cento che si riduce proporzionalmente rispetto alle altre quote).
Il testo originario del ddl, invece, prevedeva di bandire un concorso per 1457 posti sempre tutti di categoria elevata, D e C, finalizzato alla stabilizzazione di 750 precari di cui 300 circa della Protezione Civile, 400 circa dell’Arra ex Agenzia Acque e rifiuti e una cinquantina in servizio presso l’assessorato Territorio ed Ambiente.
Dal 2015, invece, la pianta organica sarà ridotta dei posti che si libereranno con il pensionamento dei dipendenti (che non verranno rimpiazzati). E questo è il piano di valorizzazione dei dipendenti regionali portato aventi dall’assessore alla Funzione pubblica, Caterina Chinnici, e dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo!
La notizia dei concorsi è, a dir poco, sorprendente. Lo stupore nasce dal fatto che il presidente della Regione ha dichiarato in più occasioni, anche recentemente, che i dipendenti regionali sono in esubero e che sarebbe stato necessario ridurli.
Al presidente della Regione ha fatto eco l’assessore alla Funzione pubblica, Caterina Chinnici, intervistata il 10 novembre 2011 dalla giornalista Stefania Petyx sul numero elevato dei dipendenti regionali. La Chinnici ha dichiarato che non ci saranno né aumenti né nuove assunzioni (http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?13966).
L’elevato numero di dipendenti regionali emerge anche dalla relazione del procuratore generale della Corte dei Conti per la Regione siciliana, Giovanni Coppola, in occasione della requisitoria nel giudizio di parificazione del rendiconto generale del 2010 della Regione siciliana.
La situazione finanziaria della Regione siciliana è, a dir poco, preoccupante e il continuo aumento della spesa corrente (ricordiamo, infatti, che la Regione, proprio di recente, ha contratto due nuovi maxi mutui) che potrebbe pregiudicare, anche nell’immediato, l’erogazione di pensioni e stipendi.
Infatti, nonostante la dotazione organica della Regione, fissata dall’articolo 51 della legge regionale del 12 maggio 2010, n. 11 si sia ad oggi ridotta per effetto dei numerosi prepensionamenti che il governo regionale ha agevolato, mantenendo volutamente in vigore il beneficio della legge 104, assumendo 1457 unità di personale, tutte in qualifiche alte (ma il numero delle assunzioni, stando alle notizie, potrebbe, addirittura, raddoppiare) la spesa rischia di alzarsi considerevolmente dal momento che i dipendenti andati in pensione vengono sempre pagati direttamente dalla Regione con apposito stanziamento nel bilancio regionale.
È, quindi, falso quanto dichiarato dal presidente Lombardo secondo cui la stabilizzazione dei 750 precari contemplati nel ddl “non costerebbe alla Regione un Euro in più”, in quanto, sul già disastrato bilancio, andrebbero a gravare altri 1500 (forse anche 2000 o 3000) stipendi per pagare altrettanti dipendenti la cui necessità sarebbe tutta da dimostrare.
L’ultima versione del ddl, inoltre, oltre ai dubbi legati all’opportunità di appesantire ulteriormente la ‘macchina’ amministrativa con altre assunzioni proprio in un periodo in cui, invece, si chiedono sacrifici ai cittadini, rivela delle norme di dubbia costituzionalità.
E’ stata, infatti, creata una corsia preferenziale per alcune categorie di precari che non passerebbero attraverso “le forche caudine” del pubblico concorso sulla cui necessità per l’accesso nella pubblica amministrazione si è più volte espressa la Corte Costituzionale. Per tali precari si fa, addirittura, riferimento a leggi (all’art. 20 della legge 448 del 28 dicembre 2001, all’articolo 2, comma 553 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, all’art. 1 comma 1 della legge regionale 5 dicembre 2007, n. 24) ormai superate dalla legge ‘Brunetta’.
Il Commissario dello Stato, tra l’altro, nella recente impugnativa dell’art. 51 della legge regionale del 12 maggio 2010, n. 11 – Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2010) si è espresso nel senso che “le procedure di stabilizzazione previste dalla legge n. 296/2006 (e lo stesso ragionamento non può che farsi anche per l’art. 20 della legge 448 del 28 dicembre 2001 e per l’articolo 2, comma 553 della legge 24 dicembre 2007, n. 244) devono ormai ritenersi superate per effetto delle previsioni create dall’art. 17, commi da 10 a 13 del decreto legge n. 78/2009 convertito in legge n. 102/2009 che con riferimento alla generalità delle amministrazioni pubbliche stabiliscono nuove modalità di valorizzazione dell’esperienza professionale acquisita dal personale non dirigente attraverso l’espletamento di concorsi pubblici con parziale riserva di posti”.
Ultima forte perplessità è che viene ridotta la quota del 50 per cento che, invece, deve essere obbligatoriamente riservata all’esterno nell’ambito di un pubblico concorso.

 

 


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