«Grazie a tutti i partecipanti e soprattutto a chi dissente, perché il dissenso è il sale della democrazia» così ha aperto il suo dibattito Carlo Nordio, ministro della Giustizia, invitato a Palermo per un confronto con Giuseppe Conte, leader del M5S, sul referendum del 22 e 23 marzo. «La separazione delle carriere è una conseguenza […]
Foto di Sonia Sabatino
Referendum sulla giustizia: Nordio difende la riforma, Conte teme l’assalto alla magistratura
«Grazie a tutti i partecipanti e soprattutto a chi dissente, perché il dissenso è il sale della democrazia» così ha aperto il suo dibattito Carlo Nordio, ministro della Giustizia, invitato a Palermo per un confronto con Giuseppe Conte, leader del M5S, sul referendum del 22 e 23 marzo. «La separazione delle carriere è una conseguenza inevitabile di una riforma che è stata introdotta nel 1988/89 da un eroe della resistenza – continua Nordio -, perché aveva rischiato al vita per liberare due persone che sarebbero state poi nominate presidenti della Repubblica Italiana, Saragat e Pertini, dalle grinfie della Gestapo. Parliamo del grande giurista socialista Giuliano Vassalli».
Nordio: «Separazione delle carriere per riequilibrare il processo»
Si parla, dunque, dell’introduzione del sistema accusatorio anglosassone. Quando i nostri padri costituenti hanno hanno scritto la Costituzione avevano di fronte a sé un codice di procedura penale fascista, firmato da Benito Mussolini e Vittorio Emanuele III. «Cosicché oggi se un giudice condannasse una persona per apologia del fascismo, lo farebbe tenendo in mano un codice che è firmato da Mussolini. Questo già la dice lunga sulle anomalie del nostro sistema giudiziario» precisa il ministro della Giustizia.
Quello accusatorio va a sostituire il processo inquisitorio, in cui la carriera unica era la normale prassi. L’introduzione del codice Vassalli impone, però, una adeguamento della Costituzione allo stesso. «Vassalli non ha potuto farlo perché una modifica Costituzionale richiede molto tempo e una stabilità governativa che all’epoca non c’era – chiarisce Nordio -. Inoltre, c’è stata sempre una certa riluttanza da parte della magistratura a cambiare le cose».
Nordio precisa, dunque, che è necessario riequilibrare i poteri tra le parti di un processo cioè il giudice, il pubblico ministero e gli avvocati. «Quando avremo vinto apriremo un confronto con il mondo dell’avvocatura, i magistrati e il mondo accademico per la fase delle leggi di attuazione – ha annunciato il ministro -.Inoltre, è bene precisare che la riforma non impedisce affatto con la possibilità di ricorrere in Cassazione contro le decisioni disciplinari. In sede di confronto ci sarà ampia possibilità di discussione. Finora – ha concluso – non c’è stato perché alla notizia della riforma l’Anm ha risposto con lo sciopero».
Conte: «Così si indebolisce la magistratura e si altera il Csm»
Giuseppe Conte dal canto suo inizia subito ricordando al ministro Nordio che anche lui vent’anni fa era a favore della carriera unica, ma, andando al sodo, il leader del M5S ha detto che «c’è un tentativo di disarticolare la magistratura, se ne vuole colpire la forza rappresentativa, la rappresentanza democratica nel Csm. Per la parte politica si procede con un sorteggio pilotato. A fronte di una rappresentanza togata disarticolata, dall’altro lato c’è una componente con un mandato politico preciso. Se l’obiettivo fosse stato la separazione delle carriere sarebbe bastata una norma ordinaria e invece hanno modificato sette articoli della Costituzione per costruire due Csm e una sola Alta corte, e soprattutto bisogna separare e disarticolare la magistratura: divide et impera».
Secondo Conte, il governo starebbe in generale realizzando «un disegno di politica criminale sin dall’inizio. Ricordo la legge sui rave party: è andata in Gazzetta ufficiale e poi l’hanno modificata dopo che avete capito gli errori – ricorda il leader dei grillini -. Da lì è stato tutto un crescendo: oggi abbiamo decine e decine di inasprimenti di pene, poi avete eliminato l’abuso d’ufficio e vi siete presi una stangata dall’Unione europea e avete ridimensionato il traffico di influenze illecite. E lei, ministro Nordio ha fatto una crociata contro le intercettazioni».
«La verità – dichiara Conte -. Con questa riforma della giustizia la politica vuole mettere lo stivale sopra la magistratura». «L’articolo 104 è tassativo – aggiunge infine Nordio -. Non c’è nessunissima interferenza del potere esecutivo sull’autorità, sull’autorevolezza, l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Noi abbiamo elevato l’indipendenza del pm perché l’attuale articolo 107 della Costituzione prevede che la sua figura sia disciplinata dalla legge ordinaria. Con la riforma, invece, elevando la figura del pm allo stesso rango della magistratura giudicante ne abbiamo enfatizzato l’autonomia. Ma certe volte mi chiedo se chi è contrario alla riforma l’abbia letta bene».