Racket, polizia arresta tre persone a Comiso Dai panini gratis al recupero di debiti inesistenti

La polizia di Ragusa ha arrestato tre persone originarie di Comiso, accusate di aver creato una rete estorsiva all’interno della quale sono finite diverse vittime, tra commercianti e semplici cittadini. A finire in manette sono stati il 53enne Mario Campailla, detto Saponetta e ritenuto boss della Stidda, Salvatore Servo, 41 anni di Palagonia, e Salah Ayed, 43enne nordafricano conosciuto con il nome di Turi u tunisinu. Fondamentale per la riuscita dell’operazione, le diverse denunce arrivate alla polizia: «La collaborazione ha permesso di liberare la città di Comiso da tre delinquenti che erano diventati il terrore di molti commercianti e non solo» ha dichiarato il capo della squadra mobile di Ragusa Antonino Ciavola

Le indagini hanno portato alla ricostruzione di numerosi episodi, nei quali gli arrestati imponevano con la violenza e le minacce il proprio controllo sul territorio. Dalle cene gratis in panineria al pizzo chiesto a una ditta di onoranze funebri, passando per la pretesa di recuperare debiti mai contratti e altro ancora, i tre non esitavano a ricorrere alle intimidazioni per estorcere somme di denaro anche cospicue. Come nel caso della richiesta di 5mila euro per evitare di ritrovarsi casa e negozio distrutti da una pala meccanica.

A diventare oggetto delle minacce di Campailla, in estate, era stato anche il sindaco di Comiso Filippo Spataro. In quell’occasione, il boss aveva minacciato di morte il primo cittadino, per la decisione di allestire un palco in una zona diversa da quella da lui desiderata: «Se muntati u palcu vi scannu a tutti a partiri ro sinnucu, tanto avanti ca arriva a Volanti va scannatu a tutti» aveva urlato pubblicamente l’uomo.


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