Pogliese: le reazioni politiche (e non) alla nuova sospensione Per alcuni è «vittima di ingiustizia», altri chiedono dimissioni

C’è chi parla di lui come «
vittima di una ingiustizia» e chi ne chiede a gran voce le dimissioni; chi ha espresso «sentita e rinnovata vicinanza all’uomo prima ancora che al politico», chi ha già presentato un atto ispettivo urgente all’assessorato regionale Enti Locali per chiedere la nomina di un commissario con le funzioni di sindaco metropolitano di Catania e chi, invece, scongiura questa possibilità. Sono queste le reazioni all’indomani della decisione della prefetta etnea Maria Carmela Librizzi che, in applicazione della legge Severino, ha sospeso di nuovo il primo cittadino Salvo Pogliese. Lui, intanto, al momento sarebbe volato a Roma per un incontro con la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e anche con il presidente della Regione Nello Musumeci che si trova nella capitale per l’elezione del presidente della Repubblica. Oltre a quelle politiche, ci sono anche le reazioni dei cittadini catanesi. Tra chi non sapeva nemmeno che il sindaco fosse stato sospeso e chi gli fa gli auguri, c’è anche chi ci tiene a sottolineare che «chiunque abbia problemi legali, non dovrebbe entrare in politica». 

Mentre i legali di Pogliese sono a lavoro per capire come procedere, da varie parti della politica sono arrivate delle
prese di posizione. Al suo fianco, come è ovvio, si sono schierate apertamente le fazioni a lui più vicine, a partire da Forza Italia. In un nota congiunta il commissario provinciale Marco Falcone, l’assessore catanese Michele Cristaldi, il consigliere etneo Giovanni Petralia e il vicecoordinatore cittadino Antonio Villardita hanno espresso la loro «vicinanza all’uomo prima ancora che al politico, alle prese con un garbuglio giuridico che scaturisce dalle contraddizioni della Severino, una legge inefficiente e antidemocratica». Sono loro a chiedere a Pogliese di «mettere l’interesse di Catania e dei catanesi al primo posto, come sempre fatto in questi anni, di difenderli, con il consueto slancio di persona generosa e perbene che apprezziamo da sempre. Occorre scongiurare il tunnel del commissariamento e la bagarre di una campagna elettorale in piena emergenza pandemica». Altre posizioni sono, invece, meno ovvie, come quella del consigliere comunale Salvo Di Salvo che, come ha ammesso lui stesso, «nonostante sia accanito opposto politico del sindaco, esprimo la mia vicinanza». Tra i commenti anche quello della senatrice di Fratelli d’Italia Tiziana Drago: «Manifesto la mia vicinanza sia umana che politica al sindaco di Catania Salvo Pogliese. In questi giorni convulsi per la scelta del presidente della Repubblica la notizia della sua sospensione dalla carica non è certo gradevole. Non entro in merito alla questione, non essendo una giurista, ma sono certa che la giustizia farà il suo corso, perseguendo gli interessi della collettività».

Commissariamento che, invece, è stato chiesto dal segretario regionale del Partito democratico
Anthony Barbagallo con un atto ispettivo urgente presentato all’assessorato regionale Enti Locali. «Non ci sono le condizioni che consentano a Salvo Pogliese di presiedere la conferenza della città metropolitana di Catania prevista per venerdì 28 gennaio attraverso un suo delegato. Con la sospensione – sottolinea Barbagallo – viene meno ogni tipo di potere di delega». Una posizione condivisa dai rappresentanti del partito anche a livello locale. «L’amministrazione Pogliese, ormai qualsiasi decisione prenderà il sindaco, sarà ricordata per il caos di questi mesi», ha rincarato la dose la coordinatrice del Pd a Catania Elisabetta Vanin che ha fatto un appello al primo cittadino ad avere «rispetto per la città». 

Una città che si ritrova di nuovo senza sindaco, anche se a reggere la giunta per i prossimi 13 mesi dovrebbe pensarci (di nuovo) il vicesindaco Roberto Bonaccorsi. «Una città allo fascio e con una amministrazione che non è riuscita a risolvere nessuno dei problemi che si proponeva di affrontare», si legge in una nota diffusa da Sinistra italiana. «Pogliese non finga più di stupirsi degli effetti di una legge che il suo partito ha prima proposto con il ministro Alfano e poi votato durante il governo Monti. Adesso – si chiude la nota di Sinistra italiana – Pogliese la smetta di pensare alla sua carriera politica, prenda atto che la sua esperienza è stata politicamente disastrosa e che Catania ha bisogno di un’amministrazione nel pieno delle sue funzioni e rassegni le dimissioni. Per il bene di Catania si torni al voto al più presto possibile».

Stessa visione del presente e del futuro della città condivisa anche dai rappresentanti catanesi del
Movimento 5 stelle. «Catania sta attraversando un momento drammatico: è sporca, abbandonata a se stessa e fuori controllo. Non può più permettersi un vertice monco. Il sindaco Pogliese e la sua giunta liberino la città da questo stallo e compiano un gesto di responsabilità». Un gesto che, secondo i pentastellati, si concretizzerebbe con le dimissioni del primo cittadino. Che, in effetti, già nel pomeriggio di ieri, sarebbero state annunciate in privato ad alcuni degli alleati


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