Piano anticorruzione, la formazione per diffondere l’etica negli uffici regionali

UN CICLO DI SEMINARI FORMATIVI PER PROMUOVERE LA CULTURA DELLA LEGALITA’ NELLA BUROCRAZIA SICILIANA

Punta sulla formazione professionale di qualità la Regione siciliana per diffondere la cultura dell’anticorruzione in Sicilia e negli uffici della pubblica amministrazione regionale.

L’iniziativa del dipartimento regionale Funzione pubblica – “La Forza della memoria al servizio dell’etica” – si inserisce a pieno titolo con gli obiettivi fissati dal Piano triennale per la prevenzione della corruzione, varato dalla Regione siciliana. Un ciclo di seminari formativi finalizzati a rafforzare il profilo etico del dipendente che opera nei vari settori della pubblica amministrazione.

Tra le misure previste nel Piano assumono particolare rilievo quelle volte ad assicurare al personale un’adeguata formazione per prevenire e contrastare la corruzione. Si tratta sia di una formazione che fa leva sui contenuti che di una formazione di approccio valoriale. Obiettivo è quello di ricordare, dedicandole intere di giornate di studi e riflessioni, figure che si sono contraddistinte nel contrasto alla criminalità mafiosa.

(sopra, a sinistra, foto tratta da formiche.net)

Un Piano anticorruzione, quello varato in Sicilia, che non si limita a essere un mero adempimento formale, ma ambisce ad incidere sui comportamenti di chi opera nell’amministrazione non può non fare i conti, in Sicilia, con il fenomeno mafioso.

L’ufficio della formazione del personale diretto da Antonino Cangemi ha programmato gli incontri, alcuni dei quali già realizzati, per proporre ai dipendenti della Regione gli esempi da seguire nella pratica quotidiana con correttezza secondo un codice interiore etico.

Lo scorso 21 marzo, a Palermo, presso la sede della Segreteria Generale, in via Magliocco, è stato realizzaro un incontro formativo incentrato sul ricordo di don Pino Puglisi e arricchito dalle testimonianze di Augusto Cavadi, Francesco Palazzo, Rosaria Cascio, Roberto Lopes.

Lo scorso 9 aprile, presso l’albergo delle Povere si è tenuto un seminario formativo sul ricordo di Libero Grassi, promosso in collaborazione con il comitato “Professionisti liberi”

Il programma prevede per il prossimo 5 luglio, presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, un ulteriore momento formativo sul ricordo di Filippo Basile, il dirigente della regione ucciso dalla mafia il 9 aprile 1999.

Sono in via di definizione ulteriori momenti di approfondimento in autunno su Mico Geraci, sindacalista ucciso dalla mafia, e sul tema della bellezza offesa dalla mafia e dalla corruzione che prende spunto dalla memoria di Peppino Impastato.

Tra le novità introdotte dal Piano anticorruzione la previsione che il dipendente regionale non debba più accettare alcun dono in nessuna forma, in linea con quanto già previsto dalla legge n.190 del 6 novembre 2012.

Ed è il responsabile dell’ufficio della Formazione professionale ai dipendenti regionali a riferirci gli obiettivi dell’iniziativa del dipartimento Funzione pubblica.

“Il ruolo della formazione è centrale per il dipartimento Funzione pubblica – afferma Cangemi – perché strumento valoriale indirizzato a tutto il personale appartenente ai ruoli della Regione siciliana”.

La formazione in tema di prevenzione alla corruzione è di due tipi ci racconta il dirigente, che precisa:

“Secondo l’approccio contenutistico, il docente affronta i temi come appalto pubblico, reati contro la PA come il misura il rischio di corruzione nei vari settori. Con l’approccio valoriale si trasmettere ai dipendenti il valore sotteso alle norme”.

L’apprendimento delle norme e degli istituti senza interiorizzarli diventa fine a se stessa – precisa Cangemi – un Piano anticorruzione formalmente perfetto se non viene poi applicato non serve a nessuno. L’importanza delle regole, il perchè si debba osservarle non è per la violazione in caso di inosservanza ma per il fatto che ne costituisca bagaglio interiore. Fine del seminario – aggiunge – è di trasferire la consapevolezza a ciascun dipendente regionale e si inserisce all’interno di una serie di seminari dal titolo ‘La forza della memoria al servizio dell’etica’.

“In tema di etica – sottolinea Cangemi – è fondamentale che il dipendente regionale abbia la legge morale dentro se stesso, oggi non è semplice operare all’interno della pubblica amministrazione, realtà complessa e difficile quella siciliana, il funzionario eticamente saldo è quello che sa anche dire di no nel caso in cui le direttive che gli vengono promanate sono contrarie al suo sentire”.

“Una delle misure previste dalla legge n190/2012 – spiega il dirigente – e’ il whistleblowing dall’inglese letteralmente soffiare il fischietto, un po’ come l’arbitro. È un sistema, introdotto nel nostro ordinamento di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti amministrativi e penali all’interno dell’amministrazione. Il whistleblower è, invece, colui che soffia il fischietto e che deve essere tutelato. La legge lo prevede e lo prevede il piano triennale di prevenzione della corruzione”.

“La formazione di tipo valoriale – conclude Cangemi – è fondamentale perchè vuole diffondere la cultura della segnalazione dell’illecito, perchè venga considerata una buona prassi che si diffonda tra i dipendenti che non debbono più essere considerati delatori, come oggi diffusamente accade. La formazione valoriale richiede metodologie diverse da quelle tradizionali, royal planing, laboratori didattici e in generale approcci più’ incisivi per comprenderne l’importanza dell’eticità, perché l’illegalità nella pubblica amministrazione ha un costo per il cittadino”.

 


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