Pelagotti volta pagina dopo il ko a Licata «Dobbiamo vincere 7 partite, sono finali»

L’incipit è un doveroso ricordo di Franco Marchione, storico collaboratore del Palermo scomparso all’età di 82 anni dopo una malattia contro la quale combatteva da tempo: «Voglio dedicare un pensiero a Franco (ricordato con affetto dalla società e anche da diversi giocatori tra i quali anche grandi ex del recente passato) e fare le più sincere condoglianze alla famiglia – ha dichiarato il portiere Alberto Pelagotti all’inizio della conferenza stampa al Tenente Onorato di Boccadifalco – sarà sempre nei nostri cuori». E prima di focalizzare l’attenzione sulla sconfitta rimediata dalla capolista a Licata, il portiere rosanero ha voluto chiarire il giallo relativo al suo messaggio criptico («Una sconfitta non vuole dire niente. Siamo soli, come lo siamo sempre stati. Solo il tempo metterà ognuno al proprio posto, ogni re sul suo trono e ogni pagliaccio nel suo circo!! Forza Palermo») postato su Instagram domenica in seguito al ko subìto allo stadio Liotta e rimosso dopo qualche ora.

«Ho fatto una bischerata – ha ammesso l’estremo difensore toscano – ma tengo a precisare che il mio messaggio non era rivolto assolutamente a qualcuno della società, non era rivolto al mister sia perché io non sono nessuno sia perché se avessi qualcosa da dirgli glielo direi in faccia e soprattutto non era indirizzato ai tifosi del Palermo che io amo dal primo all’ultimo. Per quanto concerne il termine pagliaccio non mi sento di dare spiegazioni, a proposito invece della frase “siamo soli” intendevo dire che contro di noi tutte le squadre fanno la guerra dando sempre il cento per cento e vorrei che facessero la stessa cosa anche contro le altre, ad esempio contro la nostra diretta inseguitrice».

A Licata, in ogni caso, è anche giusto che i rosanero si assumano le proprie responsabilità per la sconfitta: «Vincere non ci avrebbe dato ancora certezze ma, in virtù anche della sconfitta del Savoia, i dieci punti di vantaggio sulla seconda a questo punto del campionato sarebbero stati importantissimi. Cosa non ha funzionato? Nel secondo tempo se avessimo fatto due o tre gol non ci sarebbe stato nulla da dire, il problema a mio avviso è stato l’atteggiamento nella prima frazione di gioco. Il Palermo è superiore tecnicamente alle altre ma quando non mostriamo cattiveria agonistica fatichiamo». Fa riflettere anche un’inversione di tendenza: la squadra, che nel girone di andata aveva mostrato grande solidità difensiva mantenendo quasi sempre la porta inviolata in trasferta, nelle ultime due gare esterne ha subìto quattro gol: «Non è un dato che mi preoccupa, rappresenta anzi uno spunto attraverso il quale capire gli errori e cercare di non subire altre reti. Io sono sempre molto autocritico ma in relazione ai gol presi domenica non penso di avere colpe. Il primo è stato un eurogol, sul secondo forse avrei potuto leggere e attaccare diversamente quel pallone in verticale ma non credo di avere particolari responsabilità».

Archiviato il passo falso rimediato sul campo dei gialloblù, i rosanero adesso devono voltare pagina e proiettarsi verso la sfida casalinga con il Nola: «Siamo il Palermo e siamo consapevoli dei nostri valori così come quelli dell’ambiente. A prescindere dall’avversario noi dobbiamo scendere in campo sempre per vincere e questo sarà il nostro obiettivo anche domenica prossima. Dobbiamo pensare a vincere e basta. Per tagliare il traguardo a nove turni dalla fine del campionato dobbiamo vincere sette partite che corrispondono a sette finali. Questo deve essere l’obiettivo ma anche lo stimolo di tutto il gruppo. Nuove critiche a Pergolizzi dopo il ko a Licata? Ci sta di indovinare o sbagliare determinate scelte ma il mister è sempre stato primo in classifica, dall’1 settembre, giorno in cui è iniziato il campionato, fino ad oggi e proprio per questo motivo non gli si può dire nulla».


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