PD siciliano: arrivano i nuovi ‘democristiani’ e si ‘moltiplicano’ le tessere

GESU’ MOLTIPLICO’ I PANI E I PESCI. NEL PARTITO DEMOCRATICO, INVECE, SICILIANO SI MOLTIPLICANO I TESSERATI. SEMPRE UN ‘MIRACOLO E’…

Alle elezioni per eleggere i segretari provinciali del PD voteranno gli iscritti. Ed ecco che in questo Partito – come avveniva nella vecchia Dc – spuntano tesserati di cui nessuno sapeva nulla. Miracolo!

Per la cronaca, le elezioni dei segretari provinciali del PD sono imminenti. Dovrebbero essere celebrate entro il 6 novembre. Fino a quattro anni fa, per votare, bisognava iscriversi al Partito con un certo anticipo. Che sta succedendo, adesso?

Succede che i renziani siciliani – che, ricordiamolo, sono alleati del Megafono di Rosario Crocetta, Movimento politico che, per l’occasione, è ridiventato una ‘costola’ del PD – hanno imposto la possibilità di tesserare persone fino a un minuto prima delle elezioni dei segretari provinciali. Da qui il ‘bordello’.

Alla fine, diciamolo pure, i renziani non sono altro che democrtsiani: anzi, i nuovi democristiani-dorotei del PD. Che cosa aspettarsi di diverso da loro? (sopra: i pani e i pesci moltiplicati da Gesù: nel PD siciliano, invece, si moltiplicano le tessere…)

A quanto si racconta, migliaia di tessere sarebbero state distribuite fuori dai circoli. Alcune, addirittura, si sono ritrovati tesserati al Partito senza saperlo.

Che sia proprio questa la ‘Rivoluzione’ della quale si parla tanto nella politica siciliana ormai da un po’ di tempo?

La moltiplicazione delle tessere è stata denunciata da Pippo Civati (nella foto sotto a destra), candidato alla segreteria nazionale del PD, nel corso di un incontro che è andato in scena ieri a Palermo.

Durissimo l’intervento di Valentina Spata, la giovane democratica di Ragusa, vicina a Civati, che ha presentato il proprio leader: “Quello che sta accadendo in Sicilia per il tesseramento del PD nelle varie province è indecoroso. Abbiamo saputo che, solo a Catania, sono state date migliaia di tessere al di fuori dei circoli, l’unica sede dove ci si può iscrivere al Partito”.

Insomma, abbiamo capito come verranno eletti i segretari provinciali del PD siciliano. Viene da chiedersi: un Partito che ambisce a governare l’Italia e si presenta così, con il tesseramento gonfiato, che garanzie di correttezza offre al nostro Paese? 

Dal canto suo, Valentina Spata ha annunciato il “ricorso alla Commissione nazionale di garanzia del Partito”. La giovane dirigente ha elencato una serie di ‘casi’ un po’ ‘truboli’: “A Catania ci è arrivata la segnalazione di una ragazza di 14 anni tesserata a sua insaputa. Ci risulta anche che ci siano iscritti di un sindacato che distribuiscono gratuitamente tessere, mentre a Trapani a un ragazzo disabile gli è stata negata perché non poteva fisicamente recarsi in sede”.

A Civati la Sicilia gli deve essere sembrata una terra un po’ strana: “Da quando sono atterrato in quest’Isola – ha detto – non sento parlare di altro di cose che non vanno. Siamo passati dalla sensazione che nessuno voleva iscriversi più al nostro Partito a un boom di richieste. Mi appello a tutti quanti perché si rispettino le regole. Queste denunce sono un dispiacere. Ne parlerò con i dirigenti siciliani, ma anche con Renzi e Cuperlo”.

Il segretario del PD siciliano, Giuseppe Lupo, si è detto molto perplesso delle accuse lanciate da Civati e Valentina Spata, precisando che tali denunce andranno verificate.

In ogni caso, non dovrebbe essere difficile capire che cosa è successo. Se il PD siciliano è un Partito ‘trasparente’, dovrebbe rendere noto il numero dei tesserati nell’ultimo mese. E verificare se c’è una differenza con il tesseramento dei mesi precedenti. Se questo dato non verrà reso noto, resterà il dubbio che le accuse di Civati e Valentina Spata siano vere.

E oltre il ‘mercato’ democristiano delle tessere? C’è ‘maretta un po’ in tutte le province dell’Isola. A Enna, ad esempio, non sanno cosa inventarsi per mettere in fuori gioco Mirello Crisafulli.

Non va meglio a Palermo. Dove i soliti renziani hanno candidato Carmelo Miceli che fa parte – anzi faceva parte – della commissione di garanzia. Da qui le polemiche. Superfluo aggiungere che l’altro candidato alla segreteria provincia di Palermo, Antonio Rubino, vicino a Cuperlo, ha presentato ricorso alla commissione di garanzia nazionale.

Silvio Berlusconi aveva il ‘Partito padronale’. Il PD, invece, che Partito è?


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