Paternò, saluta lo zio durante una rapina a un distributore. Arrestato insieme a un complice

Sono finiti in carcere due uomini ritenuti responsabili di una rapina aggravata commessa a Paternò il 2 gennaio ai danni di un distributore di carburante Iblea Petroli che si trova in corso Italia. Si tratta di Angelo Gulisano (classe 1991) e Vincenzo Spitateri (classe 1976), entrambi paternesi e già con precedenti. Fondamentali per le indagini sono stati i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area del benzinaio e sulle vie di accesso e di fuga. Dalle immagini è stato possibile ricostruire che tutti e due, con addosso cappucci e passamontagna, sono arrivati nell’area di rifornimento intorno alle 13 a bordo di uno scooter Honda Sh nero con targa oscurata guidato da Spitaleri. Gulisano, sceso velocemente dal mezzo, dopo avere tirato fuori una pistola, avrebbe minacciato un dipendente facendosi consegnare l’incasso dell’intero fine settimana di capodanno per un totale di oltre 9000 euro. «Se chiami i carabinieri, ti ammazziamo la famiglia», avrebbe detto l’uomo tentando di colpire il commesso con il calcio della pistola.

Dopo la rapina, durata circa due minuti, con lo stesso scooter, i due sono scappati via. Nella ricostruzione dei fatti, significativi sono stati due episodi registrati dai vari impianti di videosorveglianza esaminati dai carabinieri. Il primo, riguarda le fasi immediatamente antecedenti alla rapina, durante le quali un utente del distributore, probabilmente ignaro di cosa stesse per accadere, ha salutato uno degli indagati qualche istante prima del raid, riconoscendolo a bordo dello scooter. Dalle indagini è emerso che si trattava di uno zio di Gulisano. Un elemento che ha ulteriormente rinforzato il quadro indiziario a carico dei due soggetti. Il secondo riguarda, invece, i momenti successivi all’azione criminale, in cui i rapinatori sono stati ripresi mentre stavano rincasando a bordo di uno scooter Honda Sh nero come quello utilizzato nella rapina e con gli stessi abiti addosso. Entrambi sono stati portati nel carcere di piazza Lanza a Catania.


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