Parcheggio Sanzio, interpellanza all’Ars Il M5s interviene dopo l’inchiesta di CTzen

«Chiarezza immediata e urgente sui lavori del parcheggio Raffaello Sanzio di Catania dopo l’inchiesta giornalistica del giornale CTzen». A chiederla, tramite un’interpellanza parlamentare destinata al presidente della regione Rosario Crocetta e all’assessore per le Infrastrutture e la Mobilità Nico Torrisi, è la deputata catanese del Movimento 5 Stelle Angela Foti, prima firmataria del documento con i colleghi Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ferreri,La Rocca, Mangiacavallo, Trizzino, Ciancio,Palmeri, Siragusa, Tancredi, Zafarana e Zito.

La vicenda è quella relativa al nuovo parcheggio, i cui lavori su quattro livelli dovrebbero iniziare a dicembre 2014. Un progetto da 39 milioni di euro, di cui 15 finanziati dalla Regione, che verrà realizzato in project financing dalla Catania Parcheggi Spa, società palermitana che, come svelato da CTzen, racchiude al suo interno per il 99 per cento la Final spa e per l’1 per cento il consorzio emiliano Ciro Menotti. Al vertice, nel ruolo di amministratore delegato, c’è Filippo Lodetti Alliata, imprenditore di origini palermitane, finito nella lista degli indagati dello scandalo Expo 2015, insieme a Primo Greganti, Gianstefano Frigerio, Sergio Cattozzo e Angelo Paris. Alliata, secondo i magistrati della Procura di Milano, avrebbe tentato di ottenere i lavori per la gestione dei parcheggi dell’esposizione universale in modo illecito, insieme a quella che è stata ribattezzata dagli inquirenti la «cupola bipartisan degli appalti».

«Ricordiamo all’assessore regionale alle Infrastrutture, qualora avesse dimenticato la normativa vigente, – scrive la parlamentare Cinquestelle – che il “Codice dei Contratti Pubblici Nazionale, d.lgs n. 16 del 2006, recepito dalla Legge regionale n. 12 del 2011, all’art.38, pone dei requisiti generali in tema di gare pubbliche secondo il quale la partecipazione alle gare pubbliche richiede, in capo ai partecipanti, il possesso di inderogabili requisiti di moralità (…)”. Si tratta, infatti, di un fondamentale principio di ordine pubblico economico che soddisfa l’esigenza che il soggetto che contrae con l’amministrazione sia affidabile e, quindi, in possesso dei requisiti di ordine generale e di moralità che la norma tipicizza».

«Un’eventuale condanna dell’amministratore unico della Final S.p.a. – conclude l’interpellanza – quindi, avrebbe conseguenze nefaste, che ricadrebbero sicuramente sui cittadini siciliani in generale e su quelli di Catania, in particolare».


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