Parcheggi, il silenzio di Bianco sui piani del 2002 «Comune rischia di pagare risarcimenti milionari»

«Qualora l’amministrazione voglia annullare la realizzazione dei parcheggi in centro storico si esporrebbe a più che probabili richieste di risarcimento danni che i soggetti aggiudicatari possono richiedere per la mancata realizzazione delle opere». Una sanzione di circa il dieci per cento su lavori che vanno dai tre ai 35 milioni di euro. È il punto centrale di una relazione elaborata dai tecnici del Comune di Catania a febbraio dello scorso anno. Da allora non è cambiato niente. Se non il prolungato silenzio del sindaco Enzo Bianco su cosa ne sarà degli otto parcheggi interrati pensati dal suo predecessore Umberto Scapagnini e mai realizzati. E la marcia indietro sull’unico annunciato: il parcheggio Sanzio

Oggetto di esposti alla magistratura da parte del gruppo cittadino Argo Catania e di un’inchiesta di MeridioNews sul 99 per cento dell’appalto alla Final spa, amministrata da un indagato per i parcheggi all’Expo di Milano. Il sindaco ha deciso ad aprile di «trasmettere la documentazione alla Procura di Catania, alla Corte dei Conti di Palermo e all’Agenzia nazionale anticorruzione». Invio, almeno quest’ultimo, spontaneo fino a un certo punto: l’Anac ha infatti richiesto al Comune il fascicolo di tutti i parcheggi progettati, già passati sotto il vaglio della magistratura. Per preparare la risposta, l’amministrazione ha creato un apposito tavolo di lavoro composto da tecnici e dirigenti dei settori coinvolti.

Dei nove parcheggi interrati previsti a Catania, da realizzare in project financing – cioè con soldi privati e con concessioni decennali – si comincia a parlare tredici anni fa, nel 2002. Quando l’allora sindaco Scapagnini assume i poteri speciali di commissario per l’emergenza traffico assegnati dall’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Da allora ne è stato realizzato solo uno: il parcheggio Europa. In mezzo, uno stallo durato dal 2005 al 2011 per le indagini e il processo  – concluso con l’assoluzione di tutti gli imputati – sull’appalto di quattro aree di sosta: Europa, Lupo, Africa e Verga. A essere sequestrati furono «anche gli incartamenti progettuali di opere non previste della procedura giudiziaria». Concluso l’iter della giustizia, però, i problemi non sono affatto terminati. 

«A seguito del lungo lasso di tempo trascorso dall’aggiudicazione alla prima sentenza assolutoria, le banche hanno accordato la concessione del finanziamento a un tasso notevolmente superiore a quello originario», spiegano i tecnici del Comune. Per le imprese private la spesa sarebbe stata eccessiva. Così il Comune nel 2013 aderisce ai finanziamenti europei Jessica, che assegnano «fondi a tasso agevolato per la realizzazione di parcheggi in centro urbano». A questo punto le ditte attendono solo il via libera dell’amministrazione comunale. Ma intanto al sindaco Raffaele Stancanelli subentra Enzo Bianco e tutto si blocca.

Eppure, fanno notare i tecnici, le convenzioni rimangono intatte. Documenti che, nel caso dei parcheggi Verga e Africa, prevedono anche la formula del «vuoto per pieno»: qualora cioè il parcheggio ricevesse poca utenza, il Comune dovrebbe compartecipare delle spese. Per le altre opere, invece, a preoccupare i tecnici comunali sono gli eventuali ricorsi delle ditte. Soprattutto quelle che avrebbero dovuto occuparsi dei parcheggi non oggetto d’indagine ma comunque bloccati. «Ormai quasi tutte si stanno muovendo per fare causa al Comune», fanno sapere dai corridoi di Palazzo degli elefanti. 

Un rischio da milioni di euro che il sindaco Bianco sembrerebbe disposto a correre, piuttosto che dare seguito a un piano di gestione del traffico impopolare per la cittadinanza attiva e pensato dai suoi predecessori. Senza contare i contenziosi già aperti tra privati e amministrazione, come nel caso del parcheggio Cavour. Tutti i progetti, comunque, soffrono di una costante: più passa il tempo, più la situazione si complica.


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