Palermo, torna la luce dopo il blackout Tedino ha avuto le risposte che cercava

«A Carpi capiremo se siamo una squadra con personalità». Tedino, che era stato molto chiaro alla vigilia della gara, ha ricevuto la risposta che cercava: il Palermo è una squadra con gli attributi. Un gruppo sano, con dei valori, e che sa quello che vuole. E non è un caso che il grande protagonista della vittoria esterna per 3-1 contro gli emiliani nel secondo turno infrasettimanale della stagione sia stato con due gol e un assist il capitano Nestorovski. Il giocatore, cioè, che sabato si era presentato in mixed zone subito dopo la partita persa in casa contro il Novara criticando in maniera esplicita l’atteggiamento mostrato dal collettivo. Il successo di ieri sera, il primo in trasferta in questo campionato e il primo del 2017 lontano dalle mura amiche, è figlio delle dichiarazioni rilasciate al termine del match con il Novara. Gara nella quale il Palermo aveva mostrato l’immagine peggiore di sé.

Anche il bomber macedone, intenzionato a cancellare con un colpo di spugna la macchia lasciata dal ko contro gli uomini di Corini, ieri ha dato e ricevuto risposte importanti e con una doppietta (grazie alla quale il numero 30 rosanero, che non segnava dal 25 settembre, è salito a quota 6 in campionato) si è caricato sulle spalle il peso della squadra trascinandola verso un’affermazione che mancava da un mese e che vale il terzo posto in classifica. Il guasto è stato riparato. Dopo il blackout, la compagine di Tedino ha riacceso la luce. Nell’ambito di una gara che gli ospiti hanno gestito senza patemi e che è stata in bilico di fatto solo tra il 37’ e il 38’ del secondo tempo, ovvero nel breve intervallo temporale compreso tra il momentaneo 1-2 firmato Sabbione e il sigillo definitivo dell’ex di turno Embalo autore del primo gol in maglia rosanero in gare ufficiali, erano stati nel primo tempo i primi gol in trasferta del bomber macedone, vero e proprio talismano rosanero (quando segna lui la squadra vince), a segnalare l’inversione di rotta rispetto alla sfida precedente. Si è avuta molto presto la percezione che quello di ieri sarebbe stato un Palermo diverso dalla squadra molle e poco reattiva scesa in campo contro il Novara. Un Palermo diverso tatticamente (il tecnico ha rispolverato il 3-5-1-1, con Coronado e un terminale offensivo, che molto probabilmente è il modulo più adatto alle caratteristiche dei giocatori a sua disposizione), nello spirito e anche negli interpreti. 

Uno degli elementi di discontinuità tra l’undici anti-Novara e la formazione ammirata contro il Carpi è il rilancio dei polacchi, rimasti sabato in panchina. Elementi (il difensore Szyminski e i centrocampisti Murawski e Dawidowicz, sostituito da Jajalo dopo l’intervallo) che, pur non facendo mirabilie, danno un utile contributo con la loro essenzialità e una ventata di freschezza funzionale alle esigenze di uno spogliatoio appesantito dalla cappa di negatività che circonda alcuni giocatori. Il Palermo, dunque, ha ripreso il proprio cammino ma, così come non era giusto deprimersi dopo il passo falso contro il Novara adesso, mettendo sul piatto della bilancia anche le debolezze di un Carpi deludente e con il peggior attacco del campionato, non è il caso di esaltarsi per il successo di ieri. Una vittoria preziosa innanzitutto sul piano del morale. Nestorosvki (autore della seconda doppietta stagionale) e compagni hanno rialzato la china e dimostrato che quello di sabato è stato un incidente di percorso. Evitabile per il modo in cui è maturato ma fisiologico nel processo di crescita di una squadra che è ancora alla ricerca di una precisa identità.


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