Un oroscopo, quello della settimana dall’11 al 17 maggio 2026, che vede tutto lo zodiaco animato dalla Luna. Che sembra parlare la lingua della concretezza. Vediamo come, segno per segno, nell’approfondimento della nostra rubrica zodiacale. Ariete Il cielo, per voi Ariete, in questa settimana dall’11 maggio segna quell’ascesa tanto cercata dai pianeti: con un oroscopo […]
Palermo, torna in vita la bambina dei Cappuccini
di Gabriele Bonafede
Il miracolo si è prodotto ripetutamente Sabato scorso a Palermo tra le 21.00 e le 23.00 in uno degli spazi teatrali della Notte di Zucchero ai Cantieri culturali, grazie alle capacità evocative del lattrice Sebastiana Eriu e dei testi di Francesco Randazzo nella performance Picciridda Stidda.
Commozione e sgomento nel pubblico a vedere e sentire la voce di questattrice palermitana (nella foto) tornata al teatro dopo tre anni, che ha impersonato in maniera esemplare Rosalia Lombardo, la bambina imbalsamata suo malgrado e in mostra permanente al cimitero dei Cappuccini. Tutti la conosciamo, la piccola Rosalia, per via della sua incredibile conservazione e quella sensazione di bella bambina dormiente e che sembra ancora viva, da quando il dottor Alfredo Salafia la imbalsamò nel 1920.
Milioni di palermitani e milioni di turisti lhanno vista almeno una volta. In quanti, credenti e non credenti, vedendola improvvisamente nelle catacombe, ci siamo immaginati che fosse ancora viva, che avesse i suoi pensieri in una vita nellaldilà?
A volte il teatro ridà vita attraverso le rievocazioni più incredibili. Sebastiana Eriu, attrice di una grazia e di una dolcezza stupefacente, piccolina e vestita come Rosalia, posta su tre scalini e quindi in alto come la piccola ai Cappuccini, ha cantato le sue filastrocche e ricreato i possibili pensieri della bambina imbalsamata circa un secolo fa.
Tra il pubblico cera emozione e riflessione sui temi della vita dopo la morte, e sul concentrato di esperienza popolare che possono assorbire grandi e bambini. Mentre la Eriu cantava, la mente andava a unaltra cantante folk oggi non più tra noi, la grande Rosa Balistreri. È stato vero miracolo, vero teatro.
Giovanni Carta. Foto tratta da www.akkuaria.comE nella riuscita kermesse Notte di Zucchero a Palermo abbiamo visto tanti piccoli miracoli. I miracoli di tanti artisti che hanno deliziato tre serate concluse ieri sera portando di nuovo un pubblico numeroso tra le stradine dei Cantieri Culturali. Sistemati nelle botteghe dellex-fabbrica Ducrot, ognuno con una piccola performance teatrale, hanno sorpreso, scosso e divertito su un tema unico per tutti: la giornata dedicata a Tutti i Santi e ai morti.
Sono artisti palermitani che spesso vivono e lavorano altrove e che con poco o nulla, in quanto a scenografia e tecnologia, hanno realizzato spettacoli brevi di autori anchessi palermitani, siciliani, o legati a Palermo e la Sicilia in qualche modo. Tra i tanti, il miracolo forse più emblematico è stato proprio questo Picciridda stidda di Francesco Randazzo, ma anche altri.
Filippo Luna in “Le ceneri di Pirandello”. Foto di Michele PipiaVederli tutti era quasi impossibile perché realizzati in contemporanea: brevi, ognuno replicato sette o otto volte, erano molti in unofferta ricchissima. Tutti gli spettacoli sono stati apprezzati e, oltre allo spettacolo Randazzo-Eriu, hanno colpito e strappato lunghi e sentiti applausi una serie di piccole-grandi rappresentazioni come A testa sutta di Luana Rondinelli interpretato da Giovanni Carta, tornato per loccasione a Palermo, e Le ceneri di Pirandello di Roberto Alajmo, interpretato da Filippo Luna.