Palermo, il rompicapo del canile municipale

DUE CANI MORTI A CAUSA DI UN’INVASIONE DI TOPI

La situazione del canile municipale è diventata insostenibile ormai da troppi mesi. La morte dei due cani per Leptospirosi dovuta all’invasione dei topi al suo interno, ha costretto, ancora una volta, a distanza di quasi un anno, i responsabili del presidio sanitario del canile a porre la struttura in quarantena, convalidata dall’assessore Giuseppe Barbera.

Perché si è arrivati a questo punto? Nel corso degli ultimi anni, malgrado gli operatori del canile, abbiano seguito tre corsi di formazione, i primi due promossi dalla ex Gesip di cui facevano parte e l’ultimo dai responsabili dell’ASP, non hanno ricevuto l’attestato che li inquadra nelle vere e proprie mansioni per i quali sono stati formati, e che reclamano il diritto di lavorare, sentendosi parte attiva di questa amministrazione. Al momento svolgono la funzione di giardinieri in attesa dell’inquadramento e del documento di valutazione e rischio che li tuteli in base al servizio che dovrebbero andare ad effettuare.

Da alcuni mesi, per paradosso, il Comune di Palermo ha stipulato un protocollo d’intesa con l’associazione animalista Ada per la coo-conduzione dei servizi del canile per il periodo Giugno-Novembre 2013 con un rimborso spese di 113 mila euro, subentrando nelle attività e nei servizi di cui avrebbero dovuto occuparsi gli ex Gesip.

Considerata la situazione esplosiva che si è venuta a creare, gli Lpu (Lavoratori di pubblica utilità) che non possono lavorare come operatori del canile, l’Associazione animalista ADA che non riesce a far fronte a questa emergenza, ci chiediamo come mai la Giunta comunale, pur a conoscenza delle gravi condizioni in cui versa la struttura, non sia intervenuto in modo pronto e deciso, probabilmente sottovalutando il caso.

I lavori di ristrutturazione in via Tiro a Segno sarebbero dovuti iniziare già da tempo, poiché 2 milioni e 500 euro sono già disponibili nel documento finanziario. Alcune decine di cani sono stati spostati in un canile di Modena, la cui permanenza è a totale carico del Comune di Palermo e questa certamente non è la soluzione ottimale da adottare. Non si capisce come mai non si sia dato seguito ad una serie di provvedimenti quale l’utilizzo di nuovi sedi come l’area confiscata alla mafia sul territorio comunale al confine con Villabate.

Questo terreno con la installazione di strutture prefabbricate potrebbe accogliere più di 100 cani, contribuire a svuotare il canile di via Tiro a Segno per dare avvio ai lavori di ristrutturazione già programmati. Considerate le numerose deleghe che sono state affidate all’Assessore, gli chiediamo di porre la sua attenzione al delicato problema del randagismo che sta coinvolgendo strutture cittadine di altro tipo come scuole e ospedali. Tutto questo è causato anche dal non potere proseguire le sterilizzazioni attualmente sospese per la quarantena in vigore al canile municipale. La Leptospirosi è una malattia che è trasmissibile anche all’uomo e in un momento come questo, in cui la città soffre ancora il problema della regolare raccolta dei rifiuti, è il caso che l’intera amministrazione si faccia carico dell’emergenza igienico-sanitaria, prima che il prefetto prenda in mano la situazione.

La Quarta commissione consiliare che si è recata presso la struttura, confrontandosi con i vari operatori, ha deciso di convocare in consiglio comunale sia l’assessore Barbera, sia dirigenti dell’area ambiente e vivibilità e servizio diritti degli animali.

“Siamo consapevoli delle tante emergenze che il sindaco deve affrontare – dichiara la Presidente della Quarta commissione consiliare Giusi Scafidi del Mov 139 – ma la vivibilità deve avere la priorità. Non è ammissibile che la salute dei cittadini sia messa a repentaglio a causa di ulteriori rinvii e negligenze. Come Commissione – conclude la Presidente Scafidi – vigileremo sui provvedimenti che l’amministrazione dovrà attuare in modo responsabile nel più breve tempo possibile”.


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