Open Arms, aperto e rinviato il processo a Matteo Salvini «Ci andrò a testa alta: ho difeso Italia e protetto italiani»

Si è aperto oggi il processo che vede
imputato il leader della
Lega Matteo Salvini
per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per il caso della Open Arms, la nave dell’ong che, nell’agosto del 2019, dopo aver salvato 147 migranti rimase per oltre 15 giorni in mare al largo di Lampedusa in attesa del permesso di attraccare. Il presidente della seconda sezione penale del tribunale di Palermo Roberto Murgia ha rinviato al 23 ottobre il procedimento a carico dell’allora vicepremier e ministro degli Interni.

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Ci andrò a testa alta». Il primo commento del leader del Carroccio, affidato alla sua pagina Facebook e al suo profilo Twitter, è lo stesso che aveva fatto anche di fronte alla notizia del suo rinvio a giudizio. Arrivato nonostante la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato avesse votato contro. «La sinistra ha votato per mandarmi a processo per sequestro di persona – continua Salvini nel suo post sui social che mette il reato tra virgolette – La mia colpa? Aver contrastato scafisti e trafficanti, aver azzerato gli sbarchi di clandestini, aver salvato vite innocenti, aver difeso l’Italia e protetto gli Italiani». Dopo molti giorni a bordo della nave, alcuni migranti furono fatti sbarcare per ragioni mediche legate a problemi di salute, altri per la disperazione si buttarono in mare.

Non ci sono state questioni preliminari da parte dell’accusa, rappresentata dai sostituti
Giorgia Righi e Calogero Ferrara della procura penale europea. Il presidente ha invitato l’accusa a citare i primi testi da convocare per la prossima udienza che si terrà nell’aula bunker del carcere palermitano di Pagliarelli. I pubblici ministeri valuteranno e comunicheranno al collegio i testi da citare per un’udienza che, stando a quanto comunicato dal presidente, potrebbe durare anche tra le cinque e le sei ore


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