Incendi, Musumeci riferisce in parlamento. «Basta sciocco negazionismo». L’opposizione attacca il suo lavoro in Sicilia

Nello Musumeci è stato chiamato da ministro alla Protezione civile a riferire in Parlamento delle emergenze che in questi giorni hanno messo in croce l’Italia da Nord a Sud, con particolare riferimento agli incendi che stanno tenendo sotto scacco la Sicilia. Un resoconto minuzioso, che parte dai problemi vissuti dall’aeroporto di Catania, fino alla discarica di Bellolampo, in fiamme da quattro giorni, tanto da meritare «Il distaccamento di un canadair della nostra flotta solo per l’emergenza di Bellolampo».

«La flotta italiana è coordinata da Protezione civile nazionale – dice il ministro – comprende 14 velivoli Canadair CL415 in linea di volo, due AT 802 Fire Boss e da cinque elicotteri Erickson S64F. In ambito europeo gli aeromobili antincendio di rescEU comprende 24 aerei e 4 elicotteri provenienti da dieci Stati membri». Ma come detto dallo stesso Musumeci, la richiesta di aerei da parte dell’Italia lo scorso 25 luglio, non ha avuto risposta positiva, visto che i mezzi europei erano tutti impegnati.

E se Musumeci è tra i primi del suo governo ad aprire la porta alla lotta al cambiamento climatico, il suo attacco al negazionismo, viste le prese di posizione degli ultimi giorni, risulta ancora più forte. «Credo che questi eventi debbano invitare tutti a una serena riflessione – continua – Che non serva in questo momento fare la conta delle cose non fatte dai governi di centrosinistra negli ultimi 11 anni o di quello che poteva essere fatto dal governo in questi ultimi nove mesi. È un esercizio facile, ma sterile. Credo che al netto di ogni sciocco negazionismo, bisogna prendere atto che questa nazione, fragile e vulnerabile ha bisogno di una buona cura per affrontare eventi che sarebbe improprio ed errato considerare eccezionali. Ormai la tropicalizzazione ha investito il territorio della nazione e sappiamo di dover fare i conti con questa realtà».

E ancora: «Negli ultimi dieci anni abbiamo registrato oltre 50 eventi calamitosi, con un costo, al di là di quello delle vite umane, di decine e decine di miliardi di euro per lo Stato. E allora le parole prevenzione, adattamento al nuovo clima e mitigazione del rischio, credo debbano essere la nuova bussola per il lavoro del governo e del parlamento. Ho apprezzato che la presidente del consiglio abbia detto in un’intervista che la priorità è la messa in sicurezza del territorio nazionale. E per fare questo serve programmazione, servono risorse».

Parole, quelle del ministro Musumeci, che se da una parte trovano consensi anche nell’opposizione, dall’altra scoprono il fianco dell’ex presidente della Regione agli attacchi provenienti da suoi colleghi siciliani. «Abbiamo apprezzato le sue parole contro sciocco negazionismo – dice Peppe Provenzano, deputato del Partito democratico – Meglio tardi che mai. Ma non deve dirlo a noi italiani, lo dica ai suoi colleghi di partito. Lo dica alla premier, che non più tardi di qualche settimana fa diceva che la sua priorità era fermare il fanatismo ecologista, lo dica al presidente del Senato che diceva che il cambiamento climatico c’è, ma non sa da cosa dipende. Persino il ministro dell’ambiente oggi ha messo in dubbio l’origine dei cambiamenti climatici. Il mediterraneo è l’hotspot della crisi climatica e ne subiamo più di tutti le conseguenze. Questa è la minaccia alla nostra vita quotidiana, non i poveri disperati».

Poi l’attacco frontale a Musumeci per i suoi anni da presidente della Regione: «Lei è un ministro ed è stato presidente di una Regione che oggi è nel caos. Nel 2021, anno record delle temperature, in Sicilia sono bruciati 78mila ettari, come il resto d’Italia, nel 2022 56mila ettari. Cosa poteva fare la Regione? Tutto quello che non ha fatto. Prevenzione. E per cinque anni tutti abbiamo provato ad avvisarla, riformare la Forestale a cui mancano 400 unità di personale e la cui media è di oltre 55 anni, dotarsi di mezzi e di strumenti, perché oggi sono inadeguati, come ha detto lei, non dei 90 droni che lei ha acquistato e mai utilizzato. Anticipare il piano antincendi regionale, che quest’anno il suo successore Schifani ha approvato il 14 luglio, nel pieno della stagione estiva, quando già l’emergenza climatica era partita».

E a rincarare la dose ci pensa un altro siciliano, Luciano Cantone, che rimprovera a Musumeci di «avere esposto la nostra Regione a disastri già annunciati». «In Italia abbiamo il governo più negazionista dell’intera Europa. Abbiamo visto cosa avete fatto col decreto alluvioni. Avete stanziato delle spese non adeguate. Il ministro Fitto annuncia che dovremo rinunciare a 16 miliardi del Pnrr, tutti destinati al dissesto idrogeologico. Servono azioni concrete e coraggiose».


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