Multe Ztl «per fare cassa», polemica Gelarda-M5s Poliziotto: «Leggano tutto prima di fare commenti»

Tutti uniti, tranne uno. Per la seconda volta dopo la votazione per la vicepresidenza del Consiglio comunale, il consigliere del M5s Igor Gelarda si trova su una posizione diversa da quella degli altri cinque consiglieri del suo stesso gruppo: Ugo Forello, Giulia Argiroffi, Concetta Amella, Viviana Lo Monaco e Antonino Randazzo. Ma le polemiche all’interno del movimento palermitano erano iniziate già durante la campagna elettorale per le Comunali in merito al programma dell’allora candidato sindaco e in particolare sulla questione del poliziotto di quartiere.  

Questa volta il dibattito riguarda una dichiarazione sulle sanzioni emesse per la Ztl, contenuta in un post pubblicato ieri sulla pagina Facebook di Gelarda e ripresa oggi dal Giornale di Sicilia. Nel post Gelarda scrive che l’iniziativa del Comune di attivare le telecamere per sanzionare i trasgressori è solo «un modo per fare cassa. Il grande esperimento di Orlando  –  afferma il consigliere Cinque Stelle –  è un provvedimento che non porta nessun vantaggio alla qualità complessiva dell’aria della città e non migliora di una virgola la viabilità della città, anzi al contrario ha portato al collasso totale il traffico nelle zone intorno la Ztl». 

Ma gli altri componenti del gruppo pentastellato al consiglio comunale non ci stanno e prendono le distanze in una nota: «ll gruppo consiliare del M5S ritiene opportuno precisare che le dichiarazioni del consigliere Igor Gelarda con riferimento al nuovo sistema di videosorveglianza e, più in generale, alla zona a traffico limitato non rappresentano la posizione ufficiale del Movimento e sono espresse a titolo personale». Ma non finisce qui, nella nota specificano come il consigliere citato non sia  componente della Commissione che si occupa della mobilità cittadina e non abbia nemmeno «competenze specifiche in materia e secondo le regole del regolamento interno le posizioni ufficiali del gruppo consigliare sono assunte all’unanimità o a maggioranza». Secondo loro invece «il sistema di videosorveglianza va accolto come fatto positivo perché renderà più efficace il controllo dell’area e l’osservanza della limitazione di traffico. Il M5S avrebbe voluto e organizzato in modo diverso la Ztl, però, se questa è attiva, va applicata e vanno sanzionati i trasgressori, perché noi riteniamo che le regole vadano rispettate».

Sulla questione della cassa, infine fanno un’ultima considerazione: «Tutti i comuni del mondo, da una parte, educano ad un maggior senso civico i cittadini anche mediante l’applicazione efficiente ed efficace del proprio sistema sanzionatorio e, dall’altra parte, finanziano le proprie cassa attraverso il pagamento delle multe». In buona sostanza i consiglieri Gelarda viene richiamato all’ordine: «Il M5S ritiene che lontano da inutili e sterili protagonismi e vuote polemiche – conclude la nota –  si debbano affrontare con spirito di gruppo i problemi nevralgici della città, con competenza e serietà, da vera opposizione, leale ed intransigente, a tutela degli interessi e diritti dei palermitani».

In tarda mattinata arriva la replica del consigliere ai suoi colleghi. Dichiarazioni dalle quali traspare tutta l’amarezza del momento: «Prendo nota del comunicato  –  sottolinea Gelarda – Non lo giudico ne lo interpreto e in tutta onestà non lo capisco. Non è nella mia natura aggredire pubblicamente dei compagni di percorso. Nel merito delle affermazioni invito tutti a prendere nota di quanto contenuto nel programma. E soprattutto di leggere il mio post. Leggerlo almeno tutto prima di fare commenti. È chiaro che sono a favore della zona a traffico limitato ma non con queste modalità, che non servono alla città e soprattutto ai cittadini. Sono certo che i miei colleghi troveranno tempo e modo di scusarsi per un comportamento che li qualifica molto al di sotto del loro vero valore e del loro vero potenziale». 


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