Misterbianco, start-up di quattro giovani col bambù «A metà tra design, tecnologia e green economy»

Laboo design è un progetto nato dalla mente di quattro giovani di Misterbianco interessati allo studio e all’utilizzo della pianta di bamboo come materiale alternativo ed ecosostenibile dalle molteplici proprietà, visto non solo elemento decorativo etnico ma vero e proprio «acciaio verde» dotato di leggerezza e resistenza, adatto per la realizzazione di biciclette, pareti e addirittura edifici. A raccontare la storia della start-up sono i catanesi Giuseppe Nicotra, ingegnere edile, e Mario Condorelli, economista e imprenditore agricolo, che insieme ai concittadini Filippo Condorelli e Pierpaolo Murabito hanno portato avanti l’idea di Laboo design a Misterbianco: «Noi quattro ci conosciamo da una vita, ognuno di noi ha intrapreso percorsi di studio e lavorativi diversi – spiega Giuseppe Nicotra – Io e Filippo abbiamo studiato Ingegneria a Pavia e abbiamo poi iniziato a lavorare al nord: lui come assistente universitario, occupandosi di architettura sostenibile e materiali innovativi, io lavorando in uno studio di progettazione a Milano specializzato nelle costruzioni in luoghi di guerra, con progetti in zone come la striscia di Gaza o l’Afghanistan, dove per superare il blocco dei materiali alla dogana bisognava trovare prodotti diversi rispetto a quelli tradizionali. L’idea del bamboo è nata proprio dalle esperienze di entrambi con i materiali alternativi e sostenibili». 

La scelta del luogo nel quale studiare il bamboo è ricaduta quindi in maniera naturale sulla città di origine dei quattro ragazzi, Misterbianco: «Ci eravamo un po’ stufati di stare lassù – ammettono sorridendo – e abbiamo deciso di tornare a casa e provare a fare qualcosa nel nostro territorio. L’idea iniziale era di creare dei bambuseti, cioè piantagioni di bamboo. Qua in Sicilia ce ne sono già parecchi in certe vecchie ville, originariamente piantati a scopi ornamentali e poi moltiplicatisi, data la natura infestante di questa pianta, fino a formare delle vere e proprie foreste. Che noi abbiamo censito. Gestiamo inoltre un bambuseto a Siracusa, che studiamo, curiamo e dal quale raccogliamo la nostra materia prima. Abbiamo anche piantumato un altro ettaro a Misterbianco in via sperimentale per osservarlo, raccogliere dati e capire quale sia la specie più adatta al territorio». 

L’impiego del bamboo da parte dei ragazzi di Laboo design si dirama in due direzioni: lo studio della materia prima e delle sue possibili applicazioni e il design: «Col bamboo noi creiamo delle biciclette su misura, leggere e resistenti tanto da potere essere tranquillamente portate per le strade di Catania e che sono un po’ il nostro biglietto da visita. Ma ci occupiamo anche di progettazione d’interni e allestimenti fieristici, ad esempio abbiamo realizzato dei pannelli insonorizzanti in bamboo per la sala di registrazione del musicista Erlend Oye che ce li ha commissionati. Ecco, si può dire che noi creiamo prodotti per una clientela attenta al design ma anche sensibile alla sostenibilità ambientale e alla green economy». Quello del basso impatto ambientale è uno dei punti cardine della filosofia di Laboo, interviene Mario Condorelli: «Paragonato alle coltivazioni di legno tradizionale, il bamboo trattiene più anidride carbonica e rilascia più ossigeno, inoltre garantisce una maggiore rendita di materiale in un tempo minore, perché cresce rapidamente e ha una gestione poco impegnativa nei tempi e nei costi: una volta piantato infatti, non deve essere tagliato e ripiantato: assomiglia più ad un prato, si tagliano le canne che poi ricrescono senza bisogno di ripetere la piantumazione e la crescita».

Tra i prossimi obiettivi dei ragazzi di Laboo c’è lo studio del comportamento delle piantagioni di bamboo in Sicilia con la raccolta dei relativi dati e la realizzazione di uno spazio, a Misterbianco, «che faccia da showroom delle nostre creazioni ma anche da ufficio e laboratorio». Ma c’è anche la volontà di passare da start up ad azienda a tutto tondo, con uno sguardo al mercato nazionale e internazionale, e soprattutto di sperimentare sentieri ancora poco battuti in Italia, come quello della bioedilizia: «Purtroppo in Italia manca una normativa appostita per le costruzioni con materiale organico e servono tempo, risorse e ricerca: nel resto del mondo sono già utilizzatissime, e il bamboo è un ottimo materiale antisismico perché leggero e resistente, che può essere utilizzato per costruire interi edifici o per il recupero di quelli già esistenti. Altre realtà simili alla nostra si stanno muovendo e pensiamo che nei prossimi anni ci sarà parecchio bamboo: noi speriamo sia un mercato pronto a esplodere e che l’Italia sia pronta a recepirlo».


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