Messina, assessora designata del M5s passa a Fi «Caso becero». Ma lei: «Mai indossato casacche»

Ventiquattr’ore dopo essere stata designata assessora con delega alle Politiche Sociali dal candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Cristina Puglisi Rossitto ha annunciato di aderire a Forza Italia. Un colpo di scena in piena campagna elettorale che in un primo momento il candidato pentastellato Gaetano Sciacca non aveva voluto commentare, per poi cambiare idea. «Assistiamo ancora una volta a un episodio becero – dichiara – figlio di un modo malato di intendere la politica. L’ennesima dimostrazione di quanto, per molti, gli interessi personali siano molto più importanti della propria integrità morale». La Rossitto, presidente dell’associazione Gli invisibili, che si occupa degli emarginati e dei senzatetto, ha comunicato di aver aderito «a idee e programmi del gruppo che fa riferimento al candidato barcellonese Tommaso Calderone». 

Un fatto che, sottolinea Sciacca, «da un lato ci lascia amareggiati, dallialtro ci rende ancora più forti. Noi – prosegue il candidato grillino – non facciamo giochetti e non prendiamo in giro gli elettori per il nostro tornaconto, perché abbiamo estremo rispetto della politica e soprattutto dei cittadini». «Sia con Cristina Rossitto che con altri esponenti politici – va avanti Sciacca – avevamo intrapreso un percorso di dialogo, nella massima trasparenza. Purtroppo, il rigore che contraddistingue il nostro progetto politico non è un valore condiviso da tutti. In una città che per decenni è stata alla mercé di inciucivoti di scambio e interessi sporchi – ricorda l’aspirante primo cittadino – ancora una volta siamo costretti, nostro malgrado, ad assistere a virate improvvise e cambi di casacca che mortificano l’intelligenza degli elettori. A Cristina Rossitto auguriamo buona fortuna, consapevoli del fatto – si tagliente Sciacca – che la sua destinazione è sicuramente più consona ai valori di serietà e coerenza che ha dimostrato». «Messina – conclude il pentastellato – ha bisogno di una vera svolta culturale ed etica, che di certo non può essere garantita da chi questa città ha contribuito ad affossarla per vent’anni».

Da parte sua, su Facebook, Rossitto ha motivato la sua scelta spiegando che «non ero candidata, non ho voluto mai indossare casacche, ero solo stata designata per un ruolo – spiega – che mi avrebbe messo nella posizione di fare molto di più di quanto ora posso realizzare per gli ultimi. E se ho rinunciato a questa opportunità, sapendo quanto ho fatto e patito in questi anni, si dovrebbe riflettere su quali possano essere le reali motivazioni». La leader dell’associazione Gli invisibili aggiunge che «non volevo fare politica, ma alla luce di quanto accaduto negli ultimi quattro giorni ho deciso che è necessario muoversi in questa direzione, e il gruppo che ho scelto è quello a cui dedicherò da oggi in poi ogni mia energia. Continuerò per la mia strada a seguire gli invisibili – puntualizza Rossitto – anche perché a oggi la politica continua a ignorarli».


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