Medicina, il Tar dà ragione agli abilitandi: «esami a luglio»

Il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto i ricorsi presentati dai molti neolaureati in Medicina ai quali, per le note vicende dei giorni scorsi, era interdetta la partecipazione agli esami di ammissione alle scuole di specialità dei prossimi 3, 4 e 5 luglio.
Gli studenti potranno adesso partecipare agli esami per l’accesso alle specializzazioni con riserva di prendere l’abilitazione al primo appello utile, appena 15 giorni dopo.

In una nota diramata dagli avvocati del Foro di Catania che difendono gli aspiranti medici, infatti, viene esplicitamente scritto che il Tar del Lazio «ha disposto la sospensione di efficacia degli atti impugnati e, in particolare, del D.M. n. 172/06 nella parte in cui non consente la partecipazione al concorso ai soggetti ancora privi dell’abilitazione al momento della scadenza del termine di presentazione della domanda, ritenendo sufficiente che detta abilitazione sia conseguita anteriormente all’inizio dei corsi».

Tutto era nato infatti da un vecchio problema di ordine burocratico per cui, di anno in anno, erano andate sempre più slittando le date, stabilite dal Ministero, per gli esami di accesso alle specializzazioni, fino ad accumulare un ritardo di quasi un anno e a ritrovarsi di 15 giorni anteriori rispetto ai test per il conseguimento dell’abilitazione.
«Essendo, l’abilitazione, requisito fondamentale per l’ammissione all’esame per le scuole di specialità – spiega Angelo Battaglia, che si è fatto portavoce nazionale di tutti gli abilitandi – è stato interdetto l’esame per l’accesso alle specialità in quanto le abilitazioni si sarebbero potute ottenere solo dopo queste date. Noi non contestiamo il decreto ministeriale, ma l’applicazione temporale, in quanto per l’ennesimo anno si è assistito al ritardo cronico dell’emanazione da parte del Ministero di questo, che dovrebbe essere pubblicato entro il 31 luglio dell’anno precedente».

A differenza degli scorsi anni infatti, in cui si era comunque presentato il problema, il Ministero non ha questa volta previsto l’ammissione alle scuole di specialità sub conditione. Cioè far sostenere agli studenti l’esame per accedere alle scuole di specialità e permettere loro, in caso di esito positivo, di ottenere l’abilitazione alla prima sessione prevista.
Il rischio di tutto questo? Quasi 2000 neolaureati avrebbero perso un anno, in attesa di espletare tutti gli obblighi previsti dalla legge (abilitazione a luglio 2007 ed esame per l’accesso alle scuole di specialità nel 2008, ndr) a causa di una burocrazia italiana che certo non si fa invidiare all’estero.
La pressione a livello nazionale che il comitato degli abilitandi ha puntato sul Ministro Mussi aveva portato il Ministero, una settimana fa, a metterci una pezza prevedendo la data di esame per l’accesso alle specializzazioni a novembre (cosa di cui ancora non si ha peraltro alcuna ufficializzazione, ndr). Giusto qualche mese guadagnato per gli studenti di Medicina che però, nel reclamare i propri diritti negati da un problema di ordine prettamente burocratico, non si sono arresi e hanno agito per via legale presentando ricorso al Tar del Lazio.

Di pochi giorni fa la risposta di accoglimento dei ricorsi da parte del Tribunale, che ha così stabilito non solo che gli studenti dovranno essere ammessi agli esami per l’accesso alle scuole di specializzaione del 3, 4 e 5 luglio con riserva di abilitarsi all’appello di esami successivo, ma ha anche disposto per coloro che – travolti dalla bagarre causata dalla vicenda – non avessero ancora presentato la domanda di partecipazione nei termini originariamente fissati dai bandi, «l’obbligo a carico delle Università di rimettere in termini tutti gli interessati, consentendo la presentazione della domanda di partecipazione anche in forma cartacea e diretta ovvero a mezzo plico raccomandato».


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