«Malarazza» su RaiNews 24

Il nuovo caporale siciliano ha il volto della cooperativa agricola che fornisce manodopera agli imprenditori. I braccianti vengono coinvolti in un meccanismo di vera e propria “transumanza” (cioè trasportati ogni giorno in pessime condizioni di sicurezza in giro per la Sicilia, per centinaia e centinaia di chilometri) di lavoro nero e malretribuito, di cooptazione casuale e, qualche volta, al limite del ricatto, di buste paga fasulle o mai corrispondenti al compenso effettivamente percepito. I guadagni? Non più di 45 euro lorde al giorno per dieci, dodici ore di lavoro quotidiano. E non per tutto l’anno.

Oltre il danno, c’è pure la beffa. Molte cooperative nascono e muoiono nel giro di pochi anni; molti braccianti onesti scoprono troppo tardi di non aver avuto versati i contributi pensionistici e non hanno neppure diritto al trattamento di disoccupazione, proprio perché “fuoriusciti” da cooperative fasulle che hanno danneggiato l’Inps e lo Stato.

“Focolaio” del fenomeno che nel giro di cinque anni ha interessato praticamente tutta l’Isola, è la provincia di Catania, in particolare il comune di Adrano.

Molte immagini e interviste sono state riprese in piena notte nella provincia etnea e in quella siracusana; la giornalista è anche riuscita ad intervistare un “responsabile” di una cooperativa che ha preferito non sottrarsi alle telecamere.

L’inchiesta ha raccolto anche interviste istituzionali nel mondo dell’Inps, del sindacato, della magistratura e del volontariato, ed evidenzia alcune storie esemplari di umiliazione e sfruttamento.

[da www.rainews24.it]


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