Mail elettorale, cinque domande al Rettore «Grassi è la sua candidata?»

Non smette di accendere gli animi degli studenti – e non solo – l’invio di email elettorali dal server dell’Università degli studi di Catania. Gli universitari lamentano un’assoluta violazione della privacy dal momento che – sostengono – non hanno mai autorizzato nessuno all’invio di email per tale scopo. E mentre il rettore Antonino Recca cerca di buttare acqua sul fuoco acceso dalla famiglia Di Maria-Grassi definendo l’episodio una «ragazzata», e impegnandosi «ad emanare un comunicato stampa non appena riceverò, da parte delle persone interessate, i chiarimenti richiesti», gli studenti si considerano insoddisfatti e continuano a chiedere a gran voce che venga fatta luce sulla vicenda.

Da oggi, accanto al Movimento studentesco catanese che ha lanciato l’allarme, si schiera anche l’associazione studentesca Arché che sullo stile dei dieci quesiti di La Repubblica a Silvio Berlusconi, pone cinque domande al Rettore. «Non possiamo permettere che la questione sia liquidata come una ragazzata», scrivono Agatino Lanzafame, Diego Cimino, Fabrizio Papa ed Enrico Muschella, rappresentanti dell’associazione che si chiedono se «il signor Daniele Di Maria è stato autorizzato da qualcuno all’interno del Rettorato ad accedere alla mailing list dell’Ateneo e di conseguenza ai dati sensibili di ogni studente». E, inoltre, se l’Ateneo «ha provveduto ad avviare una azione disciplinare nei confronti di chi ha fornito tale autorizzazione».

Un ulteriore interrogativo riguarda quali azioni di tutela l’Università stia attuando nei suoi confronti e di quelli dei suoi studenti. Nel caso in cui poi, come l’Università sostiene, l’email sia partita senza autorizzazione «ha provveduto a sporgere denuncia per furto di dati sensibili e violazione del sistema informatico dell’Ateneo in quanto parte lesa?».

Le ultime domande scendono poi sul piano strettamente politico legato al rettore Recca, fino a non molto tempo fa coordinatore locale dello stesso partito della professoressa, l’Udc. Gli studenti di Arché chiedono quindi se «sono vere le voci secondo le quali Maria Elena Grassi risulta essere la candidata del Rettore».

Gli studenti bollano, infine, come inopportuno – per il ruolo di garante e guida imparziale dell’ateneo che il Magnifico ricopre – «definire una palese violazione dei diritti degli studenti come una ragazzata».

 

[Foto di opportplanet]


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