Una banda di esperti in rapine, con base a Catania, che agiva con tecniche militari, pianificava i colpi nei minimi dettagli ma si affidava alla magia prima di ogni assalto. Sono alcuni degli aneddoti legati all’operazione Khalipha, portata a termine dai carabinieri nelle scorse ore. Su disposizione della procura etnea sei persone sono finite in […]
La banda di Catania che si affidava alla magia per le rapine
Una banda di esperti in rapine, con base a Catania, che agiva con tecniche militari, pianificava i colpi nei minimi dettagli ma si affidava alla magia prima di ogni assalto. Sono alcuni degli aneddoti legati all’operazione Khalipha, portata a termine dai carabinieri nelle scorse ore. Su disposizione della procura etnea sei persone sono finite in carcere, sottoposte a misura cautelare. Per un settimo indagato, invece, il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari.
L’imprenditore che consegnò quasi 120mila euro in contanti
Per dare il via alle indagini è stato decisivo quanto accaduto a Lineri, in territorio di Misterbianco, il 16 novembre 2024. Quella sera, come raccontato anche MeridioNews, un gruppo di finti militari della guardia di finanza effettuò una perquisizione antidroga ai danni di un imprenditore 38enne. Una vera e propria messa in scena per riuscire a prelevare la vittima e condurla all’interno della sua villa. L’uomo sarebbe stato immobilizzato e poi costretto ad aprire una cassaforte. Il tutto mentre all’interno dell’abitazione c’erano la moglie e la figlia di 16 mesi. I malviventi riuscirono a farsi consegnare 16mila euro in contanti oltre a gioielli e orologi per un valore di circa 60mila euro. L’azione della banda di rapinatori sarebbe continuata con pesanti minacce all’uomo – compresa la possibilità di amputargli un dito con una cesoia – così da costringerlo a indicare ai malviventi la posizione di una seconda abitazione, sempre in territorio di Misterbianco. Raggiunga questa seconda casa i malviventi riuscirono a farsi consegnare altri 100mila euro in contanti.
La banda di rapinatori con base a Catania che si affidava agli spiriti
Uno degli aneddoti legati a questo gruppo criminale è quello legato alla magia per le rapine. Ossia dei veri e propri riti propiziatori. Pratiche che sarebbero state portate avanti da uno dei componenti della banda originario del Senegal. Si tratta di Khalipha Casse. Nome che ha ispirato gli inquirenti per ribattezzare l’operazione di oggi. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri mediante questi riti il gruppo chiedeva sostegno agli spiriti per portare a termine gli assalti.
Le persone coinvolte
I destinatari della misura della custodia cautelare in carcere sono Domenico Aleo (classe 1979), Alberto Gianmarco Angelo Caruso (classe 1980), Khalipha Casse (classe 1963), Valentina Maugeri (classe 1988), Alessandro Sapiente (classe 1988) e Gianfranco Sapiente (classe 1985). Ai domiciliari invece è finito Andrea Caggegi (classe 1982).
