Mafie e metano: mega sequestro per gli eredi Brancato

Le mani dei boss sugli appalti per la metanizzazione in Sicilia. Un ingente patrimonio costituito da societa’, attivita’ commerciali, immobili di pregio, del valore complessivo di circa 48 milioni di euro, e’ stato sequestrato dalla Guardia di finanza di Palermo in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo.


Il sequestro e’ il risultato di un’indagine del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Palermo, coordinata dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dal sostituto Dario Scaletta, che ha fatto emergere le infiltrazioni di ‘Cosa Nostra e dei suoi leader storici – fra cui Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella e Matteo Messina Denaro – negli affari delle societa’ appartenenti ad un gruppo imprenditoriale che ha curato, a cavallo fra gli anni ’80 e ’90, la metanizzazione di diverse aree del territorio siciliano, con la Gas spa (vi abbiamo raccontato qui i misteri di questa società).
Le indagini si sono concentrate in primo luogo sulla genesi del gruppo, costituito negli anni ’80 da un dipendente pubblico, grazie all’investimento di ingenti risorse finanziarie di dubbia provenienza, sviluppatosi grazie alla protezione della mafia e ad appoggi politici (a cominciare da Vito Ciancimino, ma non è stato certo il solo).

Il patrimonio da 48 milioni frutto di affari con la mafia nel settore della metanizzazione sequestrato dalla Guardia di finanza di  è riconducibile agli eredi dell’imprenditore Ezio Brancato, tra i fondatori della Gas spa:  la vedova Maria D’Anna, 67 anni, e le figlie Monia e Antonella, di 40 e 31 anni. Si tratta di terreni a Partinico e Sclafani Bagni, nel Palermitano, appartamenti ed autorimesse a Palermo e Arzachena (Sassari), uffici, fabbricati commerciali, opifici industriali e negozi a Palermo e in provincia a Balestrate, l’intero capitale sociale e il complesso dei beni dell’azienda vitivinicola “D’Anna Maria”, con sede a Palermo, il 50% delle quote della “T.M.I. srl”, con sede a Brescia, l’intero capitale sociale e i beni aziendali delle immobiliari “Victoria srl”, “Chloe srl”, “Ambra srl” e “E M B srl”, tutte con sede a Palermo, il 50% delle quote della “Antichita’ Franconeri srl” di Palermo, il39% delle quote della “Res srl”, il 50% della “G.R. Gioielli srl” di Palermo, un terzo del capitale sociale della “R2B srl”, produttrice di bigiotteria di Palermo, disponibilita’ finanziane, Polizze assicurative, deposito titoli, fondi comune di investimento, polizze assicurative.

Il ‘Tesoro’ a tutto ‘gas’ di Vito Ciancimino

 


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