Long drink/ L’inquinamento del fiume Alcantara

Le cronache di questi giorni raccontano che sul fiume Alcantara una troupe di operatori, che stava realizzando un servizio televisivo, è stata costretta a interrompere le riprese a causa dell’inquinamento delle acque. Immediate sono arrivate le giustificazioni: la rottura, ‘temporanea’, del depuratore di Randazzo.

Il fiume Alcantara è, ormai da qualche anno, un Parco fluviale. Così ha deciso la Regione siciliana che l’ha, meritoriamente, istituito. Ci dispiace, però, dovere smentire la giustificazione circa il ‘temporaneo’ inquinamento. Perché il problema dell’inquinamento del fiume Alcantara è tutt’altro che temporaneo, ma va avanti da decenni.

Dell’Alcantara sono note le ‘cascate’, che sono meta, ogni anno, di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Ma dell’Alcantara è bella, anzi bellissima tutta la Valle, con piccoli centri ricchi di storia e di cultura. Un paesaggio stupendo sovrastato dalla presenza dell’Etna. Luoghi spettacolari dalla bellezza struggente e irripetibile. Per questo è fastidioso vedere che, in tanti anni, gli enti locali e la Regione siciliana non sono mai riusciti a venire a capo dell’inquinamento delle acque.

Eppure non sarebbe difficile individuare chi inquina questo bellissimo fiume. Per fare questo ci sono anche le risorse finanziarie: i fondi europei. Invece notiamo che i fondi europei destinati alla Sicilia rimangono nei ‘cassetti’ non utilizzati, mentre il fiume Alcantara continua ad essere inquinato.

Prendersela solo con l’amministrazione regionale non serve. Dovrebbero essere tutti i centri della Valle dell’Alcantara -magari insieme con l’Ente Parco – a stilare un progetto per porre fine, definitivamente, a questa incredibile storia dell’inquinamento.

Foto tratta da comune.caltabiano.ct.it


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