Lo sbarco in Sicilia? Merito della fantasia dei servizi segreti inglesi

A permettere la liberazione della Sicilia dalle forze dell’Asse non fu la mafia, ma la fantasia dei servizi segreti inglesi. La vulgata vuole che Lucky Luciano voleva addirittura farsi paracadutare nella campagne siciliane insieme ai marines. E invece fu un cadavere a beffare l’intelligenza teutonica. Con un’azione di depistaggio chiamata “Operation Mincemeat” del servizio segreto navale inglese e che influenzerà la sorte della Seconda Guerra Mondiale.

Nell’autunno del 1942 gli Alleati stavano compiendo la conquista del Nord Africa e già pensavano a come e a dove sbarcare per attaccare le coste mediterranee dell’Europa. I potenziali obiettivi erano soprattutto l’Italia, con la Sardegna e la Sicilia, e il Peloponneso. I tedeschi di certo aspettavano uno sbarco in Sicilia e avrebbero preso contromisure. Gli Alleati dovevano dunque convincere il nemico che i loro piani d’attacco erano altri, così come, d’altronde, avevano già fatto per lo sbarco in Africa.

Il Servizio segreto Navale di sua Maestà pensò allora di sfruttare la conoscenza che i tedeschi avevano degli spostamenti di agenti alleati attraverso i cieli spagnoli per raggiungere l’Africa. Pensarono allora di abbandonare davanti alle coste spagnole il cadavere di un maggiore dell’esercito inglese, come se fosse precipitato con l’areo, con indosso falsi documenti segreti. Se tutto fosse andato per il meglio, il mare avrebbe condannato i tedeschi alla trappola.

Gli alleati avevano però un problema: i polmoni di un cadavere messo in mare non si sarebbero riempiti di acqua. E l’assenza di liquidi avrebbe disvelato l’inganno. La scienza venne allora in soccorso della fantasia. I medici inglesi segnalarono ai servizi segreti la morte di un cittadino britannico per polmonite, malattia che provoca la formazione di liquidi nei polmoni. Trovato l’uomo, era necessario dargli un’identità. Il trentenne deceduto in Inghilterra divenne il maggiore William Martin dei Royal Marines.

Il secondo passaggio dell’Operation Mincemeat fu la costruzione di documenti falsi. L’inganno si basava fondamentalmente su due lettere. Una era del generale Sir Archibald Nye, comandante del 18° Gruppo in Africa, che lasciava intendere che l’obiettivo non era la Sicilia. Nella lettera del generale Nye venivano indicati alcuni potenziali obiettivi nel Mediterraneo occidentale e comunicato un piano per far credere che l’obiettivo fosse la nostra Isola. Quest’ultima accortezza avrebbe evitato che i tedeschi prendessero per buone eventuali notizie sul prossimo sbarco in Sicilia.

Nella seconda lettera, invece, si comunicava all’Ammiraglio Andrew Cunningham, comandante in capo del Mediterraneo, la missione del maggiore Martin. La comunicazione così concludeva: “Penso che troverete in Martin l’uomo che fa per voi. Vi prego di rimandarmelo non appena l’attacco sarà terminato. Potrebbe portarci un po’ di sardine…qui sono sono razionate”. Il riferimento alle sardine avrebbe contribuito ad indicare la Sardegna quale prossimo obiettivo. Al falso maggiore Martin furono pure dati dei documenti di riconoscimento. Per confezionare questi documenti non si poteva di certo scattare una fotografia al viso del cadavere.

Quella volta fu la fortuna a soccorrere la fantasia degli Alleati. Durante una riunione operativa uno degli ufficiali del servizio segreto inglese, Ewen Montagu, notò che un suo collega era il sosia del falso maggiore Martin e anche questa difficoltà fu superata. E siccome il diavolo si annida nei dettagli, al maggiore fu data anche una personalità. Nella divisa di Martin furono fatte ritrovare una lettera della Banca Lloyds, una fotografia e due lettere di una ragazza, una ricevuta per l’acquisto di un anello, due biglietti d’ingresso per la commedia Strike a New Note.

Il piano fu sottoposto a Churchill che diede il suo assenso pur consapevole che se qualcosa non avesse funzionato la Sicilia sarebbe stata identificata come obiettivo. Ad aiutare la fantasia furono anche le condizioni meteo-marine. Il cadavere del falso maggiore Martin fu abbandonato dal sommergibile Seraph davanti Huelva, in Spagna, e il vento lo portò verso la costa. La salma fu trovata da un pescatore spagnolo che avvisò le autorità. Venne disposta un’autopsia il cui verdetto fu di asfissia per immersione in mare. Il maggiore Martin fu anche seppellito con gli onori militari. Come immaginato gli agenti segreti tedeschi intercettarono la notizia, i documenti del falso militare inglese e li trasmisero ai comandi. (a sinistra, foto tratta da italianopercaso.it)

I burocratici militari tedeschi caddero nel tranello con tutti gli stivali. Spostarono un’intera corazzata dalla Francia al Peloponneso e installarono sulle coste greche batterie di artiglieria, basi di moto-dragamine e posti di comando e sorveglianza costiera. Fu addirittura inviato in Grecia un gruppo di unità navali che era fin a quel momento di stanza in Sicilia. Sul fronte italiano, invece, vennero rinforzati i presidi in Sardegna e sulla costa settentrionale della Sicilia. Una distrazione di mezzi e uomini che sarà determinante per la sconfitta delle truppe di Hitler. La prova storica dell’efficacia del depistaggio la dà il Maresciallo Rommel che scrisse che le difese tedesche “furono fuorviate dal ritrovamento nelle acque spagnole di un corriere diplomatico inglese”. L’ammiraglio tedesco Karl Donitz, infine, fece sapere che lo stesso Hitler era stato ingannato e che questi fosse, infatti, convinto che l’attacco alleato sarebbe stato in Sardegna o in Grecia. Altro che Lucky Luciano.


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