Riceviamo e pubblichiamo da Gianni, lettore di MeridioNews, una lettera-denuncia, pacata ma incisiva. Il racconto della normale corsa a ostacoli di un cittadino siciliano scrupoloso, alle prese con vari enti pubblici. Tre diversi in pochi giorni, con lo stesso risultato: telefoni che squillano a vuoto e assenza di risposte. «Buchi che costellano la pubblica amministrazione […]
Il percorso a ostacoli di un cittadino scrupoloso tra gli enti pubblici: la lettera-denuncia di Gianni
Riceviamo e pubblichiamo da Gianni, lettore di MeridioNews, una lettera-denuncia, pacata ma incisiva. Il racconto della normale corsa a ostacoli di un cittadino siciliano scrupoloso, alle prese con vari enti pubblici. Tre diversi in pochi giorni, con lo stesso risultato: telefoni che squillano a vuoto e assenza di risposte. «Buchi che costellano la pubblica amministrazione – scrive Gianni – in cui manca, a mio avviso, l’organizzazione». Ecco i tre episodi, raccontanti in prima persona.
Disavventura 1: allerte meteo e mancanza di informazioni
Domenica scorsa, nel pomeriggio, devo accompagnare un parente all’aeroporto di Catania per un volo in prima serata. Mi segnalano che, probabilmente, potrei incorrere in condizioni meteo avverse intorno a Vizzini. Pertanto, visti anche i lavori che si susseguono nel tratto della Ragusa-Catania, decido di informarmi. Chiamo la Polizia municipale di Vizzini, a ciascun numero indicato online. Nessuna risposta. Chiamo allora altri numeri di forze dell’ordine, e il rimbalzo è tra occupato e nessuna risposta. A quel punto chiamo la Prefettura di Catania. Mi risponde il centralino, gentilissimo, che prova più volte, senza successo, a contattare gli operatori su strada. E, alla fine, si arrende come me all’evidenza. Parto lo stesso e, per un caso fortuito, non trovo particolari criticità. E se fossi stato un turista? Sicuramente non consiglierei di visitare un luogo che, in caso di difficoltà, rischia di darmi, come risposta solo uno spettrale e francamente irritante silenzio.
Disavventura 2: il conteggio della pensione
Seconda scena. Mi accorgo che la pensione di mia moglie ha subito un aumento. Poiché non è indicato in maniera chiara il procedimento seguito, e visto che, anche in altre occasioni, c’è poi stata una richiesta di rimborso da parte dell’ente previdenziale, decido di informarmi in presenza. L’operatore, di fronte ai miei conteggi, decide di porre uno specifico quesito agli uffici competenti dell’ente previdenziale per capire. E mi farà sapere. Al netto della pronta risposta e della gentilezza, mi faccio una domanda. Se io fossi una persona anziana o poco avvezza alle nuove frontiere digitali, e mi trovassi con una richiesta di risarcimento, come farei? E se vivessi di una pensione sociale, quindi con concrete difficoltà di restituzione? E se invece fosse un’impropria decurtazione? Ma, soprattutto, perché non spiegare in maniera chiara, via lettera, di cosa si tratta? Siamo ancora molto indietro.
Disavventura 3: la lettura del contatore
Ma la ciliegina sulla torta è l’ultima vicenda che mi riguarda, legata a Iblea Acque. In occasione della normale lettura del contatore, invio una pec con tutti i dati. Penso di non avere altre incombenze ma, appena un paio di giorni fa, scopro – con mia enorme sorpresa – che la stessa società mi chiede i dati relativi alla lettura del contatore con apposito avviso. Dati che avevo già fornito! E al numero indicato non risponde nessuno. Nemmeno al centralino. Insomma: ritardi, spreco di risorse e impossibilità di comunicare. Chi ci salverà? Forse nessuno.