Lettera a Palermo nell’orbita blu

di Ricchezza Falcone

lettera e basta

mentre si rompe il canto dei verdurieri allarmati da deboli scosse cardiache palermo si spalma sul pane di fresco mattino e sperma sui muri palermo muori nei sensi di amanti entrati di piatto nel fegato alato voluto dal capo che ha dato i natali a volti saliti sui mari meglio entrare sudati di piscio e dolore meglio morire qui incontro al fetore si annaca palermo senza ordine in petto si chiama da sola in vergini storie e dice di se’ succhiate l’amore e venite in motore

 

lettera al porto

canto le voci salite sul carro schiumoso di bava e cavalli stanchi di traino e turisti suonano i clacson sessanta all’arrivo dei vinti ti vedo signora palermo che ridi di sguincio e salti nei fossi del breve mercato salito alla darsena e mai piu’ votato ti dico di notti abbronzate e sere d’inverno domani poltrisco di giorno e faccio di notte l’amore a palermo con allacci silenti e serpi nel petto

 

lettera dall’orbita blu

sono sconnesse le idee nel capire la notte così candida e sulfurea senza di te palermo non c’è morte e la vita finisce nei solstizi rubati agli dei che sulle cattedrali fanno cenno di voler scendere sulla terra per camminare sull’asfalto torrido e dire che non possono piu’ annuire al confronto di steccati puliti di fresco e colazioni sotto l’ombra di un hotel di lusso ti mangio nel cuore palermo e bevo il tuo sangue nutrito di acido grasso e polpi alla brace

 

lettera al mio sesso

sono molti i rifugiati del desiderio qui a palermo non osano chiedere miracoli si ammaliano di canti diatonici e pulmann severi mi metterei nel cielo ad urlare la voce ad amare il ruvido strato di pelle coperta di segni stonati ti aspetto palermo ti bramo nel desiderio infinito di possederti nel centro sollazzo di orge sul fiato

 

lettera ad un uomo vigliacco

respiro a fatica e scrivo parole annullate dal senso amare morire ferire dormire mentire dire zittire suonare lambire è serva del canto la notte palermo riposa da sola nell’acqua di fiume sei senza diatriba amata palermo mi parli soffiando piangendo con lingue diverse e odori di fritto ti bramo mia dolce compagna seduta al mio fianco con branchi di cani grassocci e soavi

 

lettera senza ossa

mi mancano le parole di prosa poesia e cosa vuoi che sia parole mischiate parole nascoste parole non ho piu’ parole per dire piu’ niente piu’ sole piu’ sale e deuteronomio parole parole soffiate volute tacciate parole parole palermo seduta vestita di lutto parole non tutte di franco debutto sei a lungo taciuta per scanti curati ti penso palermo di nuvole verdi e letti mancati ti penso di fresca verzura con talami rotti e sogni annullati

 

lettera per la citta’

la lingua frigge nella kalsa dove le pietre suonano una nenia di folklore antagonista sei nel mio sangue ti vedo da fuori e da dentro non grido ai furori di un tempo capisco il tuo fiato ti entro nel cuore mi agito vinta ma senza pudore la mano si apre a sospetti violenti palermo si mangia tra i denti

Foto tratta da exibart.com


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