Le cene al buio dei ristoratori siciliani contro il caro bollette «Speriamo non sia impossibile riaccendere le luci domani»

Aperitivi e cene al buio, per non spegnere definitivamente la luce e per accedere i riflettori sulla questione del caro bollette. È questa l’iniziativa di alcuni ristoratori siciliani che, dopo il periodo di crisi per le chiusure a intermittenza dovute alle misure restrittive per contenere i contagi del Covid-19, adesso si ritrovano a fare i conti con importi delle utenze e rincari anche del 300 per cento. Sull’Isola l’iniziativa, partita dal Moltivolti di Palermo che ha già organizzato l’evento per lo scorso lunedì, si è diffusa anche nella parte orientale. A Catania, a raccogliere il testimone sono stati diversi proprietari di locali che hanno deciso di spegnere le luci questa sera. «Noi abbiamo organizzato un aperitivo a lume di candela, sperando che riaccendere le luci dall’indomani non sia una impresa impossibile», racconta a MeridioNews Roberto Nicotra, il titolare di Verso nella zona di piazza Borgo, all’angolo tra via Monserrato e via Renato Imbriani.

È stato lui uno dei primi a rispondere all’appello lanciato dal proprietario di Fud Bottega sicula Andrea Graziano. «Vogliamo mettere in luce quanto difficile sia la situazione per le imprese di ristorazione, già fortemente colpite dalla pandemia, con un gesto tanto semplice quanto d’impatto», ha dichiarato annunciando di avere già ricevuto il supporto anche della Fipe Confcommercio Catania e dell’associazione italiana Ambasciatori del Gusto che hanno sposato la causa dei ristoratori contro l’aumento del costo dell’energia elettrica. Così Graziano, dopo averci messo la faccia, ha invitato gli altri titolari e gestori di bar, pub, ristoranti e trattorie a fare lo stesso con un cartello e l’hashtag #blackoutdinner per promuovere gli eventi organizzati anche sui social network.

«Io ho aderito subito con convinzione a questa garbata e significativa iniziativa – ribadisce Nicotra al nostro giornale – Durante questi due anni di pandemia in emergenza assoluta, ho sempre trovato scomposte e inappropriate le proteste di alcune associazioni di categoria e ho sempre ritenuto più utile rispettare tutte le restrizioni con grande sacrificio e pedalare forte in silenzio per provare a resistere. Ma, proprio quando si comincia a intravede la luce in fondo al tunnel, il governo non è in grado di tutelarci da una randellata di queste proporzioni che arriva dal fronte del costo dell’energia e del rincaro delle materie prime». Una protesta simbolica e un grido di allarme lanciato insieme a una richiesta di ascolto da parte di tutta una categoria a cui nel capoluogo etneo hanno già aderito anche Mezzaparola in via Landolina, Terra2 in via del Bosco e Yoi in viale Libertà.  


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