Laurea in Economia a 63 anni dopo una vita da ragioniere «Per la tesi ho scelto il dissesto finanziario del Comune»

Non c’è età per raggiungere i propri obiettivi. Lo sa bene Giuseppe Cardello, impiegato del comune di Lentini che il 6 luglio ha raggiunto uno dei suoi traguardi più ambiti: la laurea in Economia a 63 anni. «Lo devo alla mia curiosità mai sazia, alla voglia di scoprire nuovi percorsi, nuovi sentieri – dichiara il neolaureato a MeridioNews – Sono sempre pronto a fare i bagagli per nuovi viaggi, fin quando il tempo me lo permetterà». La tesi, che affronta uno dei temi più caldi della città di Lentini, cioè il dissesto finanziario dell’ente, è stata discussa in remoto. 

«Quando ho proposto l’argomento della tesi alla docente di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche – racconta Cardello – volevo affrontare il dramma che sta attraversando il mio Comune. Un dramma che si sta estendendo sempre a più Comuni, per i sempre più ridotti trasferimenti statali e regionali e per le gravi crisi economiche dei territori amministrati». Nella tesi è stata illustrata «tutta la normativa riguardante il dissesto finanziario e il piano di risanamento, con un capitolo riguardante appunto il Comune di Lentini, dai cenni storici all’esame di tutto quello che è successo, dalla dichiarazione di dissesto finanziario fino ai giorni nostri. Sono partito – spiega il 63enne – al contrario: dalla volontà di raccontare il caso particolare del dissesto del mio Comune per arrivare all’analisi generale del dissesto finanziario degli enti locali». 

Non solo dipendente comunale, Cardello è anche un poeta: suoi sono i testi cantati dalla Compagnia d’Encelado Superbo, che lui stesso contribuì a fondare oltre vent’anni fa. «Sono stato assunto al Comune di Lentini l’1 dicembre del 1990, primo di centinaia di giovani partecipanti al concorso per tre assistenti istruttori (che poi diventarono 12). Poi ho vinto il concorso interno per istruttore direttivo e, dal primo giorno a oggi, tranne la parentesi di un anno durante il quale sono stato nominato dal sindaco Saverio Bosco coordinatore dei Servizi sociali e della Pubblica istruzione, sono stato sempre impiegato come ragioniere», ricostruisce. Questo, però, non gli ha impedito di continuare a coltivare le sue più grandi passioni, dalla poesia alla musica, passando per la presidenza di associazioni culturali. 

«Ho anche organizzato grandi eventi culturali di caratura internazionale – ci tiene a sottolineare Cardello – alcuni anche legati a progetti di solidarietà. Sono stato sempre convinto che avrei potuto dare un contributo maggiore all’amministrazione e alla città – lamenta – se avessi potuto operare in uffici più consoni alle mie caratteristiche e alle mie conoscenze». Una storia che nel 1996 sorprese anche Vincenzo Cerami che allora faceva parte, anche assieme a Fabrizio De Andrè, della giuria del premio Grinzane Cavour/La Repubblica a Torino, vinto proprio dalla compagnia di Cardello con la canzone Cicciu vecchiu briganti dedicata al poeta popolare lentinese Ciccio Carrà Tringali. «Dopo la premiazione al Lingotto di Torino, Cerami venne ad assistere al concerto che con La Compagnia d’Encelado Superbo facemmo al Folk Club. Dopo il concerto – ricorda Cardello – entusiasta, s’intrattenne un po’ con noi e rimase premiazione al Lingotto di Torino, Cerami venne ad assistere al concerto che con La Compagnia d’Encelado Superbo facemmo al Folk Club.  appunto stupito delle mie mansioni. Non ho avuto più modo di dirgli che il poeta è ancora lì, a far di conti». Un mestiere che comunque ha sempre svolto con «grande dignità, onestà e senso del dovere, a prescindere dalle mie aspirazioni». 


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