L’Ars vota una mozione per impegnare il governo a chiedere la pace tra Palestina e Israele

Una seduta speciale quella andata in scena oggi all’Ars, con il parlamento siciliano che ha votato una mozione, proposta dal deputato del Partito democratico Giovanni Burtone, per chiedere al governo nazionale di impegnarsi per una risoluzione di pace tra Palestina e Israele. La seduta è iniziata con un curioso fuori programma. Ospiti in sala d’Ercole infatti erano i ragazzi di una scolaresca di Roma in gita a Palermo, invitati a seguire i lavori dal presidente dell’Assemblea, Gaetano Galvagno, che li aveva casualmente incontrati di fronte palazzo dei Normanni. I ragazzi non avevano potuto vedere la sala del parlamento, perché chiusa al pubblico durante i lavori di Aula, per questo l’invito di Galvagno.

Alla fine si è riusciti a creare polemica anche durante il voto di una mozione che di per sé avrebbe dovuto incontrare i favori di maggioranza e opposizione, visto che era stata comunque scritta in maniera piuttosto super partes, né filopalestinese, né filoisraeliana. Oggetto del contendere le parti del testo, aggiunte in seguito rispetto alla prima versione presentata da Burtone, che facevano riferimento alla condanna delle violenze perpetrate dalle forze dell’ordine nel reprimere le manifestazioni pacifiche a Pisa. Versione che ha scaldato gli animi, soprattutto sul fronte di Fratelli d’Italia, con il capogruppo Giorgio Assenza che è intervenuto in maniera piuttosto energica.

Alla fine a riportare la pace – quanto meno in parlamento – ci ha pensato Antonello Cracolici, che ha mostrato disponibilità a modificare il testo pur di approvare la mozione all’unanimità. Un emendamento al testo è stato scritto a quattro mani dallo stesso Cracolici e da Assenza, modificando la parte discussa per renderla più specifica nella condanna di «alcune parti delle forze dell’ordine» e delle azioni antidemocratiche di alcuni manifestanti. Una sorte di compromesso che ha consentito ai lavori di andare avanti spedita fino alla naturale approvazione unanime del testo.


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