L’annuncio di Conte, pronti 4,3 miliardi per i Comuni «Per gli indigenti 400 milioni vincolati a buoni spesa»

Dopo giorni di tensione sociale ed economica, con tanto di annunci di rivolte per il pane, è arrivato un nuovo decreto della presidenza del consiglio dei ministri per provare a fronteggiare l’emergenza alimentare che attanaglia larghe fasce della popolazione, costrette a casa e che il virus ha lasciato senza reddito. Ad annunciarlo, durante una conferenza stampa convocata a palazzo Chigi, è stato il presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Il testo prevede lo stanziamento di 4,3 miliardi di euro da destinare ai Comuni e che includono anche buoni spesa per gli indigenti. «Abbiamo lavorato – spiega Conte – per varare un provvedimento di grande urgenza coinvolgendo Comuni e sindaci, che sono le prime antenne per quanto riguarda le comunità locali». A questa somma vanno aggiunti 400 milioni di euro con il vincolo di utilizzare queste somme per le persone che non hanno i soldi per fare la spesa. «Nasceranno dei buoni spesa – annuncia Conte – con la catena dei servizi civili e del volontariato. Già dall’inizio della prossima settimana confidiamo che i sindaci siano nella condizione di erogare concretamente questi buoni o consegnando derrate alimentari alle persone bisognose. Non vogliamo lasciare nessuno abbandonato. Vogliamo aiutare chi è in maggiore difficoltà». 

Prima di passare la parola al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, l’invito anche alla grande distribuzione. «Faccio un appello a loro per aggiungere il cinque o il dieci per cento di sconto ulteriore per chi acquista con i buoni spesa». Durante la conferenza stampa Conte ha spiegato pure che ci sono allo studio un ventaglio di risposte vigorose sul piano «economico e sanitario». Dall’1 aprile sul sito dell’Inps ci sarà la possibilità di richiedere l’indennità di 600 euro previsto per professionisti e lavoratori autonomi. «Vogliamo allargare questa misura – commenta Gualtieri – per renderla ancora più rapida e universale per sostenere il reddito della popolazione. L’Europa deve aiutare i Paesi che stanno fronteggiando questa emergenza. Quando sarà finita bisognerà portare avanti un grande piano Marshall per la ripresa». 


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