La Regione rimodula le somme per il percorso arabo normanno «Passo in avanti per il castello di Maredolce tra i siti Unesco»

«Tutti i pezzi si stanno componendo». È soddisfatto Aurelio Angelinidirettore della fondazione Unesco in Sicilia. Il governo Musumeci ha aggiornato l’elenco degli interventi che il Patto per il Sud destina ai «poli ad alta attrattività turistica». Invece di un macro finanziamento da cinque milioni di euro che avrebbe riguardato, secondo l’ex giunta Crocetta che lo aveva designato, il «restauro, la valorizzazione e la fruibilità da parte del pubblico del castello e del parco Maredolce arabo-normanno e le cattedrali di Cefalù e Monreale», la Regione sceglie di rimodulare quel progetto unitario in sei progetti, più piccoli e specifici, «poiché il progetto unitario presenta elevate criticità nello svolgimento trattandosi di interventi da svolgere in siti ubicati in due diverse città». In questo modo, insomma, si potranno accelerare i tempi di realizzazione. 

Nel dettaglio verranno finanziati i lavori di restauro dell’edificio dell’intero complesso di Maredolce (865.990,22 euro), verrà realizzata una piazza nell’area antistante (657.063,96 euro) e verrà sistemato il parco (1.043.266,62 euro). Mentre per quel che riguarda la chiesa di Monreale sono previsti i lavori di completamento per il rifacimento e la manutenzione straordinarie delle coperture (1.074.424,81 euro), i lavori di restauro delle superfici dorate (1.122.343,12 euro) e il trattamento dei soffitti ammalorati da infestazione termica (236.901,27 euro). Infine viene rimodulato in due progetti il restauro e la valorizzazione del piano nobile di Villa Raffo, che riguarderà anche gli apparati decorativi, per un totale di un milione e mezzo di euro.

«Sono tutti interventi condivisibili perché sono di una certa urgenza – afferma Angelini,- Sia per quanto riguarda le migliorie e la manutenzione straordinaria del sito di Monreale, sia per quanto riguarda il castello di Maredolce. Si tratta di due interventi importantissimi perché sono un passo in avanti per l’inserimento del castello nel percorso arabo normanno. Su ciò aveva pressato molto la Soprintendenza e anche noi, come fondazione, per poter allineare il castello alla fruizione degli altri siti Unesco. Possiamo dire certamente che siamo di fronte a un passo in avanti e a una buona notizia».

Ora, dunque, per il castello di Maredolce, o palazzo della Favara, si apre una nuova fase. Che potrebbe portare il gioiello palermitano in stile islamico, nel cuore del quartiere Brancaccio, all’ambito riconoscimento Unesco. «Nell’ultima settimana di maggio faremo a Maredolce una conferenza invitando tutti i soggetti interessati alla promozione, dalle istituzioni all’associazionismo – rivela ancora Angelini – La volontà è di realizzare un percorso che porti alla redazione del dossier di candidatura del sito, che si può avviare solo con la certezza degli interventi. All’Unesco infatti si debbono presentare lavori in gran parte già fatti. Non possiamo promettere cose che rischiano poi di non farsi. A fine mese poi sarò al Ministero dei Beni Culturali per discutere delle tempistiche. In questo momento il castello ha una parte restaurata che è attorno al 65 per cento. Rimane circa un terzo da restaurare: è necessario che ci siano tutti i servizi di accoglienza per le visite, inoltre serve adeguare l’esterno e lavorare sulle abitazioni attorno che devono affrontare una riorganizzazione urbanistica. Rimane infine aperto il tema del lago di Maredolce. Che però non è fondamentale al momento, sarebbe una ciliegina sulla torta».


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Il governo Musumeci punta su piccoli progetti più specifici per accelerare i tempi di realizzazione degli interventi sui poli ad alta attrattività turistica, finanziati dal Patto per il Sud. A maggio poi una conferenza a Brancaccio per «la redazione del dossier di candidatura del sito»

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