La Cassazione: con il porcellum “leso il diritto al voto”. Il Parlamento è illegittimo/ La sentenza

CLAMOROSO PRONUNCIAMENTO DELLA SUPREMA CORTE. LA DOMANDA CHE RESTA E’ SOLO UNA: A QUANDO LE ELEZIONI DEMOCRATICHE?

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che a Gennaio ha dichiarato incostituzionale l’attuale legge elettorale (Porcellum), sul tema arriva anche quella della Corte di Cassazione, ed è clamorosa.

I giudici hanno, infatti,  accertato, su ricorso di alcuni cittadini,  che c’è stata “una grave lesione al diritto di voto nelle elezioni per la Camera dei Deputati del Senato, svoltesi successivamente all’entrata in vigore della lehhe 270/2005 e sino alla pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale 1 del 2014”.

Il Parlamento eletto col procellum dunque, è illegittimo: “I cittadini elettori – scrivono i giudici- non hanno potuto esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale, per la oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica, a causa del meccanismo di traduzione dei voti in seggi, intrinsecamente alterato dal premio di maggioranza disegnato dal legislatore del 2005, e a causa della impossibilità per i cittadini elettori di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento…”.

La Superema Corte, nel suo pronunciamento, ha precisato che la Corte Costituzionale ha ripristinato per il futuro la legalità costituzionale della legge elettorale, “ma non ha potuto accertare quali effetti abbiano avuto le norme incostituzionali sul diritto al voto dei cittadini elettori nel tempo dela loro vigenza”.

E l’effetto è, per l’appunto, come stabilito nella sentenza della Cassazione resa pubblica oggi, la violazione del diritto al voto “personale, eguale, libero e diretto, secondo il paradigna costituzionale”.

I giudici  hanno inoltre ribadito che il principio di continuità dello Stato (le Camere sono organi costituzionalmente necessari e non possono cessare di esistere, ndr) “non attenua l’incostituzionalità che è stata accertata”.

In buona sostanza, una vera e propria esortazione ad indire nuove elezione affinché sia ripristinato il diritto al voto come previsto dalla Costituzione e quindi ristabilire una legittima rappresentanza democratica. (ndr, alcuni lettori ci fanno notare che i giudici non esortano nuove elezioni. Ovvio che sia così. Non è compito della Cassazione che però dice che il voto è stato incostituzionale quindi, anche il Parlamento espresso col voto anti costituzionale lo è, se la logica ha un senso)

Ce ne è abbastanza per fare dire ai legali che hanno patrocinato la causa che ha portato fino a questo pronunciamento, che l’attuale  Parlamento non è nenache legittimato a cambiare la legge elettorale o a riformare la Costituzione. Gli avvocati Aldo Bozzi e Claudio Tani, lo hano messo nero su bianco in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in cui scrivono che l’attuale Parlamento, stante “la oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica, non ha alcuna legittimazione democratica per apportare modifiche alla vigente Costituzione, né per  modificare la legge elettorale risultante dalla sentenza n. 1/2014 della Corte Costituzionale”.

E ancora “Il principio di continuità dello Stato non può legittimare fino alla fine della legislatura le Camere elette in violazione della libertà di voto e che sono il frutto della grave ferita inferta “alla logica della rappresentanza consegnata dalla Costituzione.

Auspichiamo pertanto, – si legge nella lettera pubblicata da Affariitaliani.it–  che Lei, preso atto dell’ineludibile giudicato e dell’obbligo giuridico di darvi pronta attuazione, promuova gli atti necessari affinché il Popolo Italiano sia finalmente messo in grado di “esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale”.

E ce ne è abbastanza per fare esultare il Movimento 5 Stelle: “La Cassazione dà ragione al M5S sull’incostituzionalità del Parlamento dopo la sentenza n.1/2014 ammazza Porcellum della Consulta, allo stesso tempo ci dà ragione sull’obbligo costituzionale, disatteso da Napolitano, di sciogliere le Camere in tempi brevi- dice Danilo Toninelli, cittadino portavoce M5S alla Camera.

E poi aggiunge: ” Il titolare, però, del potere di effettuare tale valutazione è il Capo dello Stato. Scalfaro avrebbe sicuramente sciolto, Napolitano da monarca qual è, è del tutto insensibile su questo tema. L’Italia deve tornare ad essere un Paese democratico, dove la sovranità appartiene al popolo. Napolitano, ormai garante solo della casta, se ne deve andare subito a casa, non prima di aver sciolto le Camere”.

LEGGI LA SENTENZA


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