Irsap, dalla Cgil un ‘siluro’ a Cicero

Non accennato a placarsi le polemiche sulle gestione dell’Irsap, l’Istituto regionale nato sulle ceneri dei Consorzi per le Aree di sviluppo industriale (Asi) della Sicilia. Nell’occhio del ciclone c’è il commissario, straordinario Alfonso Cicero, molto vicino a Confindustria Sicilia, oggetto di ricorsi al Tar (Tribunale amministrativo regionale) e, adesso, anche nel mirino della Cgil.

A dare fuoco alle polveri è, per la precisione, la Funzione pubblica della Cgil siciliana. Che “boccia” l’operato del “commissario Irsap già al centro di controversie giudiziarie”.

“La sua è – si legge nella nota della Funzione pubblica Cgil – una gestione contraddittoria e fortemente autoritaria e il clima che si respira dentro l’Istituto è pesante”.

La Cgil Sicilia riconosce “che Cicero sia intervenuto con determinazione su situazioni delle passate gestioni consortili che hanno determinato una forte esposizione debitoria per gli enti disciolti. Tuttavia, il Commissario si caratterizza ormai per una gestione del personale fortemente autoritaria creando diverse situazioni di tensione anche nel confronto sindacale”.

In particolare, la Funzione pubblica Cgil denuncia che, dopo un’iniziale trattativa che si era aperta per gestire la fase attuativa della riforma dei Consorzi Asi (oggi in liquidazione ndr) e la costituzione dell’Irsap, da oltre due mesi “tutto si è bloccato, inasprendo il rapporto con il sindacato attraverso atti unilaterali di utilizzazione del personale presso la sede centrale dai Consorzi periferici con ritmi di lavoro stressanti”. L’organizzazione sindacale chiede di verificare “se siano state rispettate le norme nazionali e comunitarie sull’orario di lavoro”.

La tensione è esplosa in maniera più forte nel corso dell’ultimo incontro svoltosi il 14 maggio, nel corso del quale la “Funzione pubblica Cgil ha espresso, non senza difficoltà per l’atteggiamento provocatorio di Cicero, più di una perplessità sugli assetti organizzativi voluti dal nuovo Commissario che, contrariamente a quanto prevede la riforma, svuotano di competenze e personale le strutture periferiche per costruire un nuovo asse operativo fra Palermo e Caltanissetta (nuova sede operativa dell’Irsap) che sembra che Confindustria gradisca tanto”.

Insomma, com’era prevedibile, dietro l’operato di Cicero c’è lo zampino di Confindustria Sicilia che, ormai, detta legge negli uffici dell’assessorato regionale alle Attività produttive, ha gettato gli occhi su alcune società regionali (per esempio l’Ast,possibilmente ‘svuotata’ del personale) e ‘spatulia’ alla grande nella gestione degli ex Consorzi Asi.

Ma adesso anche la Cgil siciliana si è incazzata. “Vogliamo capire fino in fondo – scrivono i vertici della Funzione pubblica Cgil – qual è l’obiettivo finale che si è prefissato il Commissario, perché a noi sembra proprio che voglia smantellare le strutture periferiche e creare le condizioni per licenziare i lavoratori: una norma inserita nell’ultima Finanziaria e poi tolta prevedeva proprio una drastica riduzione di personale in dotazione organica”.

Se è per questo, un’altra norma impugnata dal Commissario dello Stato prevedeva di trasferire alla Regione i beni mobili e immobili che, invece, dovrebbero servire per pagare gli eventuali creditori.

Secondo il sindacato, a rendere teso il clima è anche l’atteggiamento di Cicero. “Il Commissario straordinario – prosegue la nota della Cgil – non può continuare a gestire il confronto accusando gli interlocutori che dissentono dal suo punto di vista di stare dalla parte della mafia, mentre lui è l’unico ed autentico detentore dell’antimafia e della legalità”.

In realtà, questo particolare atteggiamento non può essere rinfacciato solo al Commissario Cicero, ma alla triade di Confindustria Sicilia – Antonello Montante, Ivan Lo Bello e Giuseppe Catanzaro – che, ormai da anni, decidono, a tipo Cassazione, su chi è ‘buono’ e su chi è ‘cattivo’…

La Funzione pubblica Cgil chiede, quindi, che vengano date risposte adeguate sulla nuova dotazione organica dell’Ente, sugli assetti organizzativi e garanzie per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per la stabilizzazione dei lavoratori precari che lavorano dentro i vari Consorzi. Ad Agrigento, per fare un esempio, i contratti a termine scadono il 31 maggio, ma i vertici dell’Irsap non stanno facendo nulla per rinnovarli”.

“È possibile – si chiede in conclusione la Funzione pubblica Cgil – ricondurre la dialettica sindacale dentro l’alveo della normalità prima che tutto imploda? Il Commissario ha convocato un altro incontro per il 27 maggio, ma prima di quella data occorrono segnali chiari che dimostrino un cambio di direzione nella gestione del personale e dell’attuazione della riforma”.

 


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