La svolta bipartisan dell’Ars per il lavoro femminile. Schillaci: «Ora serve la legge sulle donne in politica»

Alla fine, la riforma dei consorzi Asi è passata un po’ sotto traccia. In realtà, si tratta di una svolta attesa da anni per rivitalizzare i due consorzi, Asi Sicilia Occidentale e Sicila Orientale, che in totale raggruppano undici Aree per lo sviluppo industriale – questo il significato dell’acronimo – una per ogni provincia più quelle di Gela a occidente e Caltagirone a oriente. Carrozzoni che non sono riusciti a badare a loro stessi, tanto da essere in liquidazione, figuriamoci alle imprese e al territorio. Nella nuova riforma, tuttavia, oltre alla ricetta per tentare il miracolo e resuscitare l’ente agonizzante, è confluito – e quindi è stato approvato con tutto il pacchetto – anche un articolo a trazione femminile, proposto dalla Dem Ersilia Saverino ed emendato dalla pentastellata Roberta Schillaci, che potrebbe segnare un’importante traguardo raggiunto contro la discriminazione di genere sul posto di lavoro.

Si tratta di una legge che recepisce il disegno di legge già depositato appunto da Saverino e che punta a introdurre misure a sostegno delle imprese che vorranno valorizzare o che già valorizzano le competenze femminili sul posto di lavoro, che potranno godere delle agevolazioni all’interno dei bandi regionali. Ovviamente non basta soltanto assumere delle donne, bisogna anche garantire loro la possibilità di raggiungere ruoli apicali all’interno dell’azienda e sostenerle con investimenti per un adeguato welfare aziendale. La norma, inoltre, prevede per tutte le aziende anche premialità in luogo di investimenti sulla formazione del management su inclusione e parità di genere.

«Diciamo che vengono avvantaggiate con un punteggio maggiore quelle imprese che o assicurano la tutela della sicurezza sul lavoro delle lavoratrici o assumono donne over 50 – dice a MeridioNews Roberta Schillaci – Se una donna in Sicilia a 50 anni perde il lavoro è davvero una tragedia, con questa legge si cerca di rendere meno complicato trovare lavoro. La norma è stata presentata dalla collega Saverino, io ho fatto questi due emendamenti, ma in generale abbiamo voluto valorizzare le specificità femminili». La nuova legge, pur presentata dall’opposizione, che da tempo la teneva nel cassetto, non ha incontrato alcuna resistenza nell’approvazione da parte della maggioranza. Secondo Schillaci, tuttavia, il lavoro non è ancora finito: «Stiamo lavorando sul disegno di legge enti locali per fare approvare la norma che prevede la presenza delle donne nelle giunte comunali almeno al 40 per cento, che alla fine altro non è che il recepimento della norma nazionale, anche se tanto si è discusso in proposito. Ma è arrivato il momento, è una questione di civiltà».


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