Incendio al Petrolchimico di Priolo

PRIOLO – Ieri pomeriggio sembrava finalmente spento l’incendio nell’area del Petrolchimico di Priolo, che era andato avanti per 22 ore, con più focolai. E invece ieri notte, intorno alle 22, ha riacquistato vigore, impegnando i pompieri fino alle 6 di stamani. Nonostante lo spiegamento di forze, risulta difficile tenere sotto controllo la condotta, lunga oltre due chilometri, e quindi, spiegano i vigili del fuoco, può accadere che in qualche punto la temperatura torni alzarsi provocando la ripresa delle fiamme.

Oggi le scuole sono chiuse, lo ha stabilito il sindaco Massimo Toppi con un’ordinanza. Rimane bloccata per precauzione la strada statale che collega il centro abitato con l’area industriale del Petrolchimico.

Sono state avviate due inchieste sulla vicenda, una della Procura di Siracusa e una interna della Erg: obiettivo, stabilire le cause dell’incendio nella tubatura che consente il passaggio del greggio fino ai serbatoi che alimentano gli impianti di produzione.

Il sostituto procuratore di Siracusa, Maurizio Musco, si è recato ieri pomeriggio nello stabilimento per effettuare un sopralluogo nell’area. Gli ispettori della Erg sono già al lavoro. Il gruppo conferma che le fiamme si sono sviluppate a cause di una perdita nella tubazione, che era in corso di riparazione. Bisognerà adesso stabilire cosa abbia innescato la scintilla che ha provocato l’incendio.

L’interesse della società è quello di appurare le cause in tempi rapidi in modo da riavviare lo stabilimento e riprendere la produzione. Allo stato attuale, tuttavia, non c’è alcuna certezza. “E’ presto per parlarne”, spiegano dalla società petrolifera. La Erg potrebbe allestire una linea di interconnessione provvisoria, in attesa di riparare la tubazione danneggiata dal rogo, tuttavia tutto è legato all’esito delle due inchieste e al sequestro delle condotte da parte dell’autorità giudiziaria.

Il primo incendio si è sviluppato nel tardo pomeriggio del 30 maggio. Alle 20 il sindaco ha diramato un comunicato, chiedendo ai cittadini di non uscire di casa: si temevano infatti gli effetti della nube tossica, che si era già formata. A questo scopo, l’ordinanza del sindaco chiedeva anche di tenere chiusi infissi e porte.

Tra i vigili del fuoco che sono andati a spegnere le fiamme, già nella serata del 30 sono stati ricoverati in ospedale un ferito, con lievi ustioni, e 10 intossicati. Ma il bilancio dopo l’ulteriore incendio di ieri notte è più grave: sono sei i vigili del fuoco feriti, nessuno in condizioni gravi. Inoltre un addetto delle squadre anti-incendio dell’Erg è stato ricoverato all’ospedale “Cannizzaro” di Catania con ustioni di secondo grado.

A mezzogiorno del primo maggio è esplosa una condotta della raffineria Erg, mentre erano ancora in corso le operazioni di spegnimento dell’incendio del giorno precedente. L’esplosione ha provocato una nuova nube nera, creando qualche allarme subito rientrato. La condotta è esplosa a seguito della fuoriuscita di combustibile e la creazione di una sacca di gas che ha determinato l’esplosione. C’è stato un grande boato, ma non ci sono stati feriti e l’incidente è stato subito circoscritto.

Ieri poco dopo le 17 è stato poi comunicato lo spegnimento completo dei focolai, che nel frattempo erano diventati tre. Nell’area industriale, comunque, rimane il presidio dei vigili del fuoco, coadiuvati dagli addetti alla sicurezza interni della Erg, presenti con sette squadre. Nella tubatura, infatti, ci sono ancora circa mille metri cubi di greggio “e non è escluso – spiegano dal comando dei vigili del fuoco di Siracusa – che possa in qualche modo fuoriuscire e prendere nuovamente fuoco”.

Sull’incendio è intervenuta anche Legambiente. “L’incidente – si legge in una nota dell’associazione – è la riprova che sul tema della prevenzione dei rischi nel polo industriale l’attenzione è ancora troppo bassa. Rimane aperta la partita delle tubazioni che attraversano in più punti la ferrovia e la ex statale 114 e costituiscono situazioni di rischio inaccettabile”.


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