In scena al Biondo la compagnia AutoAlchemici Diversità e arte insieme sul palco

Il giorno della prova generale l’emozione è tangibile.  Per prima arriva Valeria, 24 anni, all’inizio è un po’ reticente, non vuole darti la mano «Ce l’hai pulita?» chiede. Poi ecco Ottavio, 18 anni, l’egocentrico della compagnia, viene dall’ospedale dove ha dovuto fare un esame e, racconta adesso ridendo, che il medico lo ha fatto piangere. Arriva anche Luca che invece è l’intellettuale, lui ha 18 anni e frequenta la facoltà di Scienze della comunicazione. E c’è Gabriele, che è euforico e sorride tutto il tempo: «Se mi sta piacendo? – dice – anche troppo, forse».

In pochi minuti sono tutti presenti, adesso la neo-compagnia degli AutoAlchemici è pronta. Sui loro volti leggi la felicità per quello che stanno per fare e che portano avanti da tre anni. Stasera saliranno sul palco del teatro Biondo per recitare nello spettacolo AnimalAut scritto e diretto da Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi della Compagnia TeatriAlchemici. Accanto ai ragazzi anche l’artista Igor Scalisi Palminteri, che firma anche le scene in collaborazione con Teresa Scozzari e Officina 206. Le musiche originali sono eseguite dal vivo alla chitarra da Roberto Calabrese

Lo spettacolo è una rivisitazione del famoso racconto di George Orwell, La fattoria degli animali. L’impianto è lo stesso, gli umani da un lato, che rappresentano i padroni e dall’altro i maiali, inconsapevoli vittime, che rappresentano la parte debole ma che alla fine si ribella. Il tutto si svolge nella Super Sfattoria Padronale. 

«Una sceneggiatura improvvisata si può dire – spiega a Meridionews Di Gangi –  buttata giù a braccio, di volta in volta. Perché è stata costruita insieme ai ragazzi, in base a quello che loro riuscivano a recepire d’impatto. Se la metafora veniva colta al volo, allora capivamo che si era fatto centro, perché sono loro, i ragazzi, che guidano tutto. Lo spettacolo è fatto con loro ed è per loro. Un esempio? Nella storia, agli animali è stato fatto credere che dopo andranno nel salameriso. Quando abbiamo pronunciato questa parola, subito c’è stata la risata generale, la metafora e il suo senso sono immediatamente arrivate ai ragazzi e non c’è stato bisogno di spiegare altro. E’ un progetto il nostro, nel quale il teatro davvero svolge quella funzione sociale che gli spetta di diritto e che ha il dovere di svolgere, perché l’arte può arrivare dove nessun altro può e allora va incanalata nel modo più giusto». 

Un lavoro iniziato circa 3 anni fa, basato – continua il regista – «sul “Qui e ora” e che si può fare solo grazie all’arte che ha il suo modo di comunicare comprensibile a tutti.  Questi ragazzi si sono avvicinati a noi perché seguivano un percorso neuropsichiatrico con una dottoressa straordinaria, Giovanna Gambino, che decise di coinvolgerci in un esperimento, dopo aver visto il nostro lavoro con i ragazzi affetti da sindrome di down (Fufùll, premio Schiavelli 2007, ndr).  Un esperimento dicevo, perché l’autismo è un modo diverso da quello dei ragazzi down. Loro hanno un problema relazionale. Il primo approccio con i ragazzi è stato quella della realizzazione di un video che ha poi partecipato all’AS Filmfestival al Maxxi di Roma e ha avuto un grande successo. Poi abbiamo avuto un primo spettacolo lo scorso anno, ma era strutturato in modo diverso e soprattutto non in un palco prestigioso come quello del Biondo.  Quello che stiamo facendo qui è mostrare davvero l’utilità del teatro, quella primaria di stare insieme. Devi cambiare il tuo modo di comunicare se vuoi fare questo. Per noi, i maestri sono stati e sono loro, perchè portano la nostra fantasia oltre. E i genitori , va detto, hanno un ruolo fondamentale, sono degli eroi».

I ragazzi che fanno parte della compagnia sono 9 e tra loro c’è solo una ragazza. E non è un caso questo, infatti l’incidenza dell’autismo è più maschile. «Hanno una spontaneità esplosiva i nostri figli – dice la mamma di Valeria – e questa è una delle mille difficoltà che incontrano ogni giorno. Perchè non trovano gente disposta a capire, e spesso li rimproverano prendendoli per maleducati». 

Recepiscono tutto, colgono ogni aspetto e lo gestiscono a loro modo, «Questo è uno dei motivi per cui questo progetto col teatro è importante – dice la madre di Luca -. Una delle difficoltà che hanno i nostri figli è quella di non saper gestire gli imprevisti, perchè sono strutturati. Ma grazie al teatro e alla improvvisazione stanno sviluppando questa capacità per loro importantissima. A volte temono il confronto con il coetaneo, molto più che quello con l’adulto – aggiunge – e da quando sta partecipando a questo progetto i miglioramenti si notano».

«E’ uno scambio aperto e continuo  – continua Luigi Di gangi –  e io non posso che consigliare a chi fa questo mestiere di avvicinarsi e aprirsi a questo mondo, ad un teatro davvero sociale. Cosa mi è rimasto impresso di questa esperienza? Non saprii davvero, perchè è rimasta una cosa diversa ogni giorno, un po’ come accade con i figli».

Sul palco del Biondo, Ottavio Paris, 18 anni Nicolò Bonsignore 13, Gabriele Siragusa 13 anni, Valeria Capizzi 24 anni, Nicolò Pace 13 anni, Gianmarco Zannelli 18 anni, Luca Troia 19 anni, Natale Re 18 anni e Eros Negro di 12 anni.

PICCOLA SCHEDA: 

AnimalAut

un progetto di Luigi Di Gangi, Ugo Giacomazzi, Simona Stranci

testo e regia Luigi Di Gangi, Ugo Giacomazzi

con Luigi Di Gangi, Ugo Giacomazzi, Igor Scalisi Palminteri, Nicolò Bonsignore, Valeria Capizzi, Eros Negro, Gabriele Siragusa, Nicolò Pace, Ottavio Parisi, Natale Re, Luca Troia, Gianmarco Zannelli

scene e costumi Igor Scalisi Palminteri

in collaborazione con Teresa Scozzari e Officina 206

musiche dal vivo Roberto Calabrese

luci Petra Trombini

produzione Teatro Biondo Stabile di Palermo

in collaborazione con TeatriAlchemici


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