Il Palermo di Gattuso? “Lancio laterale e confusione”

di Gabriele Bonafede

Se il presidente del Palermo è conosciuto come un “mangiallenatori” (52 esoneri con 45 allenatori, finora) il tifoso palermitano  sa essere ferocemente ironico, al limite dell’autolesionismo.

Il primo allenatore rosanero approdato alla corte di Zamparini nell’ormai lontano 2002, Glerean, pur essendo soprannominato l’allenatore-galantuomo, aveva guadagnato feroci (e spesso immeritati) commenti da parte dei tifosi. Il suo gioco? “Lancio in avanti e segno della croce”, si diceva allo stadio e in città.

Ezio Glerean al Palermo. Foto tratta da www.quadrifoglionews.it

Ancora più feroci i tifosi rosa nei riguardi di Gattuso, incolpevole per alcuni di una modesta posizione in classifica nonostante i grandi proclami d’inizio-stagione, ma colpevole per molti di non aver dato alcun gioco alla squadra, almeno in questa prima fase del campionato. Si è spesso notata tanta confusione in campo e poca, pochissima organizzazione.

E le battute, a ogni incontro, fioccano.  Trasformando la platea di fronte la TV o allo stadio in un cabaret improvvisato, degno dei migliori Franco e Ciccio, Pino Caruso, Ficarra e Picone & company. Tutti, come noi, incrollabili tifosi rosanero anche quando si militava in serie C.

La battuta più feroce: “Il gioco del Palermo di Gattuso è: lancio laterale e confusione”. Beh, per lo meno il gioco del Palermo di Glerean, durato solo una partita di campionato e un paio di incontri di coppa Italia, era con il lancio “in avanti” e non “laterale”. E con l’aggiunta di una certa fiducia nell’opera divina, sia essa ispirata da Santa Rosalia o da chi sta più in alto.

Gattuso accolto dai tifosi del Palermo in una foto tratta da www.dailynews.co.uk. La notizia di Ringhio alla guida del Palermo aveva fatto il giro del mondo. Kyle Lafferty esulta con la maglia rosa. Foto tratta da www.mondocalcio.info

D’altronde, negli ultimi minuti della partita contro il Bari si è notata una specie di conversione al supposto credo-Glerean: si è visto quasi sempre il gioco del “lancio in avanti e segno della croce”, con la sola fiammata del gol ispirato dal neo acquisto Belotti, messo in campo a situazione disperata sullo 0 – 2, e trasformato in rete da Lafferty, ancora una volta partito dalla panchina ed entrato solo nel secondo tempo. Con il commento di rito: “tanticchiedda tarduliddu” (un pochettino tardi).

Beppe Iachini in una foto tratta da www.ilgiornaledivicenza.it

Conclusone: non “stranizza”, pardon, non stupisce che la decisione d’esonerare Gattuso e sostituirlo con il più esperto Iachini sia approvata in maniera quasi unanime dai tifosi, lasciando gli altri perplessi. Gattuso, ad onor del vero,  non ha avuto il tempo di dare fisionomia ad una squadra che per l’ennesima volta è stata cambiata nel 90% dell’organico in pochi mesi.

Il tifoso del Palermo è stato sempre ferocemente ironico. Abituandosi agli esoneri facili di Zamparini, ed anche a una serie indiscutibile di successi contro grandi squadre in serie A finita con il mesto ritorno in B, è diventato anche cinico. Ed esigente. E forse ha pure ragione: pretende bel gioco prima di punti e i successi.

Posto che a Gattuso va tutta la nostra solidarietà e augurio per grandi successi nel futuro, rimane un’amara considerazione: con tanti problemi in città, cercare bel gioco appare come cercare le brioche quando manca il pane. 


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