Il pacifista Turi Vaccaro sul Muos Parabola presa a colpi di martello

Turi Vaccaro è salito sul Muos. Il noto pacifista, non nuovo ad azioni contro l’impianto Usa, stamani ha eluso i controlli della base statunitense di Niscemi e si è arrampicato su una delle parabole. 

Si è portato dietro anche un martello con l’obiettivo di danneggiare quello che ha sempre ritenuto uno strumento di guerra. Nella borsetta che ha con sé c’è il disegno della sua nipote di due anni in cui è raffigurato un cuore. «Vuole consegnarlo al comandante della base», spiegano gli altri attivisti. Chi lo osserva da lontano lo descrive «di buon umore», «canta, rompe lampadine e prende a martellate la parabola».

Vaccaro, che indossa una maglietta col simbolo della pace e la scritta No Muos, da alcuni giorni era in uno dei suoi scioperi della parola che di solito precedono le sue azioni. E così è stato anche stavolta: è entrato nella base intorno alle sette e mezza, rivendicando l’azione come Movimento spade e aratri. Non avrebbe tagliato reti, ma scavalcato e per circa mezz’ora è stato libero di muoversi, visto che il personale statunitense non si è accorto dell’inattesa visita. Con sé avrebbe un sacco a pelo, ma niente acqua. Al cantiere sono arrivati polizia, soccorsi e vigili del fuoco.  La zona è quindi presidiata da un imponente dispiegamento di polizia. Il Muos è ancora sotto sequestro, per decisione del gip di Caltagirone.

Attivo anche in val di Susa, Vaccaro è ormai conosciuto nel Comune del Nisseno. Nel 2013 era stato tra gli attivisti che si sono arrampicati sulle antenne di contrada Ulmo, lo scorso maggio è entrato nudo nella base Usa per spargere il sale. Sempre contro il Muos ha marciato per 400 hilometri insieme a un mulo, da Palermo fino a Niscemi. 


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