Presidi, Dipartimenti, Senato Accademico e Consiglio d'amministrazione dell'eccellente polo scientifico lombardo esprimono "profonda preoccupazione" per il contenuto del decreto 133
Il documento del Politecnico di Milano
I Presidi, i Dipartimenti, i membri eletti del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Milano esprimono profonda preoccupazione per il contenuto della legge 133-08 e desiderano sottolineare che alcune delle misure predisposte danneggiano in modo irreversibile l’Università e le prossime generazioni di studenti, docenti e ricercatori perché indeboliscono la formazione delle competenze tecnologiche e scientifiche necessarie alla competitività internazionale del Paese.
Insieme al Rettore dichiarano che il Politecnico di Milano è disponibile a far valutare i propri criteri di gestione e i propri bilanci da esperti del MEF e del MIUR ed è pronto a qualsiasi confronto volto a discutere e valutare ogni suo atto.
Chiedono al governo
– l’adozione di modalità di valutazione e di verifica delle attività svolte negli atenei
– criteri oggettivi di ripartizione delle risorse basati sulle reali necessità degli atenei e sul loro merito scientifico e didattico
– una politica di finanziamento dell’Università che porti il finanziamento statale almeno al livello medio dei Paesi OCSE
– il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo dell’Università attraverso una seria strategia di sviluppo a medio – lungo periodo che eviti sia prolungati blocchi al reclutamento sia l’uso di indistinti e imprevedibili meccanismi di assunzione.