I rosanero steccano un’altra prova di maturità Contro il Monterosi un pari che sa di sconfitta

Flop Palermo. Il pareggio è per definizione un risultato positivo perché serve comunque a muovere la classifica? Molto difficile, per non dire impossibile, dare validità a questa affermazione osservando dalla prospettiva rosanero l’1-1 rimediato sul campo del fanalino di coda Monterosi Tuscia nella quinta giornata del girone C del campionato di serie C. Il pari maturato allo stadio Enrico Rocchi di Viterbo non serve a nessuna delle due squadre e, in particolare, equivale ad una sconfitta per la compagine di Filippi che dopo avere mancato l’appuntamento con i tre punti negli ultimi tre turni del torneo doveva vincere per non perdere ulteriore terreno dai quartieri nobili della classifica. Il campionato è ancora nella sua fase introduttiva e c’è ancora il tempo per rimediare ma i feedback arrivati dalla squadra in terra laziale sono comunque dei segnali molto chiari e confermano che la strada imboccata dal Palermo è quella sbagliata. E’ una strada buia nella quale si è ‘infilato’ un gruppo confuso, che non risponde ai comandi dell’allenatore e che se non invertirà presto questo trend è destinato ad una stagione all’insegna dell’anonimato. Inevitabile, anche se sono passate solo cinque giornate, delineare orizzonti di questo tipo analizzando il comportamento in campo dei rosanero. Che hanno steccato un altro esame, dal punto di vista tecnico-tattico ma soprattutto sul piano mentale.

Una squadra costretta a vincere risponde in due modi: o si rimbocca le maniche, si ricompatta e dà una grande dimostrazione di forza imponendosi sull’avversario senza lasciarsi condizionare da variabili esterne o si ferma rimanendo schiacciata dal peso delle responsabilità. Il problema è che il Palermo, ancora a secco di vittorie in trasferta in questo campionato, ha ‘scelto’ la seconda opzione evidenziando contestualmente dei limiti anche sotto l’aspetto della personalità. Una squadra matura e che sa ciò che vuole, una volta segnato il gol del vantaggio come successo ai rosa a segno al 22’ del primo tempo con un colpo di testa di Brunori (si tratta della prima rete in campionato per l’ex Juventus Under 23 reduce dal rigore fallito in casa con il Catanzaro) su un cross a spiovere di Dall’Oglio avrebbe certamente fatto leva su questo episodio per sfruttare l’inerzia favorevole del match incanalandolo su determinati binari al cospetto di un avversario dignitoso ma di livello inferiore.

E invece? L’inaffidabilità dell’undici di Filippi non ha limiti. Una compagine con delle lacune e votata all’autolesionismo come quella rosanero è stata ‘capace’ di non portare a casa la vittoria e far rientrare in partita un Monterosi decisamente vulnerabile anche se bravo a esibire le proprie armi (agonismo, corsa, spirito di sacrificio) attraverso le quali al 5’ del secondo tempo ha ristabilito la parità con un gol in diagonale dell’esterno sinistro Cancellieri (forse il più ispirato degli uomini guidati da D’Antoni) libero in un fazzoletto di campo popolato da alcuni giocatori rosanero di prendere la mira e battere Pelagotti con l’aiuto del palo. E pur avendo reagito al gol incassato, il Palermo non è riuscito a produrre un forcing compatibile con le esigenze di chi vuole la vittoria a tutti costi. C’è stato solo qualche piccolo lampo, nulla di più. Colpa ovviamente di tutti i protagonisti del rettangolo verde: dei giocatori, insicuri e ancora alla ricerca delle coordinate necessarie per esprimere tutto il loro potenziale, e del tecnico che fissandosi con alcune scelte (perché adattare sulla trequarti dei centrocampisti quando in organico ci sono diversi fantasisti di ruolo? E perché Soleri, entrato peraltro al posto di un Brunori in giornata positiva, e Silipo che anche oggi ha confermato di avere i numeri per dare fastidio alle difese avversarie creando superiorità numerica grazie alla sua abilità nel dribbling sono stati chiamati in causa solo a dieci minuti dalla fine?) sbaglia spesso la lettura delle partite.


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